20 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Berlusconi: «Abbiamo risposto in tempi rapidi»

A Messina sale a 23 il numero dei morti del nubifragio

Si scava ancora nel fango, 40 i dispersi. Sono 524 le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case perché distrutte o rese pericolanti

MESSINA - Mentre si continua a scavare, con la donna rinvenuta cadavere a Giampilieri Superiore è salito ufficialmente a 23 il numero dei morti del nubifragio che ha colpito la parte ionica della provincia di Messina, la notte tra il primo ed il 2 ottobre. Restano ancora, sotto il fango, i corpi senza vita di numerose persone. Ufficialmente si parla di dispersi, il loro ultimo numero è di 40. Sono 524, invece, le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case perché distrutte o rese pericolanti dalla massa di detriti caduti dalle montagne. 93 persone hanno dovuto far ricorso ai sanitari, e di queste la metà fortunatamente ha già lasciato l'ospedale.

Anche stanotte nell'area si continuerà a scavare. Nella zona sono impegnati 491 mezzi e 2070 persone. Nel pomeriggio Giampilieri Superiore ha perso un pezzo di storia. Dopo 400 anni è stato fatto saltare perché pericolante quel che è rimasto di 'u brigghiu', i resti di un portico di un vecchio caseggiato della zona. Dopo l'alluvione era rimasto in piedi solo un pilastro della porta. Ad assistere alla fine del 'brigghiu' qualche anziano del paese. Poco distante una coppia di fidanzati si è incontrata dopo giorni.

Oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo aver sorvolato in elicottero la zona colpita del nubifragio, ha sottolineato in conferenza stampa che «il governo ha risposto all'emergenza in tempi molto rapidi». «Abbiamo risposto in tempi molto ristretti, abbiamo attivato subito l'unità di crisi, il centro di soccorso e offerto l'assistenza sanitaria, ripristinando la viabilità e le reti e le strutture tecnologiche», ha fatto notare il premier, ricordando le frazioni danneggiate dal nubifragio: Briga, Giampilieri Superiore, Altolia, Molino, Scaletta Zanclea e Scaletta Marina. «Dopo il disastro abbiamo subito emanato decreto di stato d'emergenza».

Ed ha garantito un miracolo nel più breve tempo possibile, come è stato fatto all'Aquila. Berlusconi lo ha assicurato agli sfollati di Messina che ha incontrato negli alberghi nei quali sono ospitati: a Messina si farà come all'Aquila, garantendo una assistenza totale, facendo da subito delle case perchè «non c'è tempo per la ricostruzione», trovando dei terreni a Messina nei quali costruire case di soli tre piani, arredate, con giardini e fiori. E stoppando il pagamento di mutui e tasse per gli alluvionati. Non solo: nel prossimo consiglio dei Ministri sarà deciso uno stanziamento di fondi per affrontare l'emergenza e, visto che per l'Abruzzo «abbiamo stanziato un miliardo per interventi urgenti nelle zone con strutture a rischio sismico, vedendo un poco quali sono le situazioni di bilancio e interloquendo naturalmente con il ministro dell'Economia, mi auguro - ha detto Berlusconi - si possa stanziare in partenza analoga cifra per le zone a rischio idrologico».