29 febbraio 2024
Aggiornato 10:00
Nubifragio Messina

Da Regione Sicilia 20 mln per fronteggiare emergenza Messina

Il Governatore Lombardo: «Trovate le risorse, ma va ripensata gestione ambiente»

PALERMO - Venti milioni di euro per fronteggiare i danni provocati dalle piogge nel Messinese. Istituzione di un fondo per le emergenze e la prevenzione. Solidarietà alle famiglie colpite da lutti, con assunzioni per i disoccupati che hanno perso un familiare che lavorava. Un piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici nelle zone martoriate dai nubifragi. Un gruppo di lavoro, che vedrà insieme l'assessore ai Lavori pubblici, Nino Beninati, l'assessore alla Presidenza, Gaetano Armao, e l'assessore al Territorio e Ambiente, Mario Milone, per elaborare un piano strategico per la salvaguardia dell'ambiente. E, soprattutto, un profondo ripensamento rispetto a quanto è stato fatto negli ultimi venticinque anni nel territorio siciliano, tra abusivismo edilizio e 'cementificazione' dell'ambiente.

Questi i provvedimenti adottati oggi dalla giunta regionale, presieduta dal presidente Lombardo. Una riunione straordinaria per fare il punto della situazione sul nubifragio che si è abbattuto sulla Sicilia. «Abbiamo trovato le risorse - sottolinea il presidente Lombardo - per fronteggiare le emergenze a Giampilieri, a Scaletta Zanclea e a Falcone. Sono venti milioni di euro che sono già disponibili. Con le risorse del vecchio Fas (Fondo aree sottoutilizzate ndr) e del Par-Fas 2007-2013 verrà istituito un fondo per le emergenze e la prevenzione. Ma il problema non sta solo nei soldi. Va ripensata tutta la gestione dell'ambiente».

«Troppe volte, negli ultimi anni - aggiunto il presidente della Regione Siciliana - il nostro paesaggio è stato violentato. Abusivismo edilizio, cementificazione dei fiumi e del territorio e altri attacchi sconsiderati ai delicati equilibri ecologici. Tutte cose che predispongono l'ambiente al dissesto idrogeologico». Lombardo ha citato proprio il caso di Giampilieri. «Lì - dice - ci sono case costruite nel lontano passato. Accanto a queste abitazioni c'era una collina che un tempo era coltivata con opportuni terrazzamenti. Il lavoro certosino degli agricoltori e le presenza degli alberi con le loro radici stabilizzavano il terreno. Poi l'agricoltura di queste zone è entrata in crisi. E il territorio è stato abbandonato. Quindi gli incendi. E adesso le piogge torrenziali. Da qui il disastro».

«Per evitare che queste tragedie si ripetano - aggiunge Lombardo - vanno ripensati gli interventi nel territorio. Basta con l'abusivismo edilizio. Il piano casa, ad esempio, non dovrà prevedere interventi nelle abitazioni abusive e in quelle sanate. Queste, almeno, sono le proposte che porteremo in Assemblea regionale. Poi sarà il Parlamento dell'Isola a decidere». «Niente più abusi sul territorio - insiste Lombardo - niente più cementificazioni dei corsi d'acqua. Dobbiamo puntare sugli interventi di rinaturalizzazione del nostro ambiente. In questo progetto di salvaguardia del territorio una grande mano potranno darla i forestali. Penso al ruolo insostituibile che le piante e soprattutto gli alberi esercitano in natura. Dove ci sono alberi non ci sono né frane, né smottamenti di terreno».