Berlusconi: «Pericolo libertà stampa è barzelletta dei comunisti»
«Loro vogliono libertà di mistificare, calunniare e diffamare»
ROMA - La denuncia di un pericolo della libertà di stampa in Italia «è una barzelletta di questa minoranza comunista e cattocomunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a difendere la propria linea che lo ha visto rivolgersi alla magistratura («mi sono visto costretto a farlo«) per chiedere azioni legali contro Repubblica e l'Unità.
Secondo Berlusconi i comunisti e i cattocomunisti che denunciano l'assenza di libertà di stampa, lo fanno solo perchè «intendono la libertà di stampa come libertà di mistificare, di insultare, di diffamare e di calunniare. Per questo - ha aggiunto - sono stato costretto a rivolgermi alla magistratura. Se in Italia c'è un pericolo - ha infatti sottolineato - è quello degli attacchi alla riservatezza delle persone che viene violato dalla stampa di sinistra».
Ribadendo che davanti a questo scenario non può far altro che esclamare «povera Italia», Berlusconi ha quindi chiesto che si interrompa immediatamente «qualunque campagna che attacca su basi false e calunniose».
- 26/11/2018 Libertà di stampa: evento a Bruxelles con Tajani e i vertici della stampa italiana
- 13/11/2018 Giornalisti in piazza a Milano: «Giù le mani dall'informazione»
- 13/11/2018 Roma, il flashmob dei giornalisti: «Il M5s attacca il ruolo dell'informazione»
- 13/11/2018 Di Maio spiega la linea "anti-giornalisti" del M5s e attacca gli editori «impuri»