18 gennaio 2020
Aggiornato 06:30
Diritti Umani

Consiglio Europa bacchetta Italia: scandalosa su tunisino espulso

Ali Toumi rimpatriato malgrado divieto Corte europea Strasburgo

BRUXELLES - L'Italia torna nel mirino del Consiglio d'Europa. Dopo le critiche sul 'pacchetto sicurezza', questa volta è sotto accusa per aver rimpatriato un tunisino condannato per terrorismo malgrado la Corte europea dei diritti dell'uomo lo avesse esplicitamente vietato, per il rischio che venisse sottoposto a torture in patria. «E' assolutamente inaccettabile ignorare le ordinanze ad interim della Corte europea dei diritti dell'uomo, che sono vincolanti», denunciano in un comunicato la socialdemocratica tedesca Herta Daeubler-Gmelin e il popolare cipriota Christos Pourgourides, rispettivamente presidente della commissione giuridica dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce) e relatore sul rispetto delle decisioni della Corte di Strasburgo.

Il ministero dell'Interno ha dichiarato di aver espulso domenica Ali Ben Sassi Toumi per motivi di sicurezza nazionale. L'uomo, condannato per l'appartenenza ad una cellula terroristica italiana legata ad Ansar al-Islam, un gruppo radicale islamista vicino ad al-Qaida, ha scontato sei anni di reclusione nel carcere di Benevento. Dopo essere stato scarcerato a maggio, aveva chiesto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, e in attesa del completamento della procedura la Corte europea aveva vietato la sua espulsione.

E' scandaloso che domenica scorsa una democrazia matura come l'Italia abbia rispedito in Tunisia Ali Toumi, nel cui caso esiste un rischio imminente di lesioni irreparabili», accusano Daeubler-Gmelin e Pourgourides. «Tali azioni sono in flagrante violazione della giurisprudenza della Corte di Strasburgo», aggiungono, sottolineando che «è la quarta volta dal 2005» che le autorità italiane hanno ignorato in maniera sfacciata le ordinanze dei giudici europei. «Questo comportamento intollerabile va condannato immediatamente dal Consiglio d'Europa. La nostra commissione Giuridica - promettono i due - dovrà occuparsi del caso».

Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione paneuropea di 47 Paesi che si occupa principalmente della tutela dello Stato di diritto, e comprende diverse istituzioni tra cui la Corte europea dei diritti dell'Uomo e l'Apce, in cui siedono parlamentari nazionali. E' basata a Strasburgo e non ha nulla che vedere con l'Unione europea.