26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Sale al Colle l'Italia dei Valori

Idv attacca: «Risponda e non offenda. No comment da Colle»

Franceschini al Quirinale. Pd: «Di Pietro destabilizza istituzioni»

ROMA - Sale al Colle l'Italia dei Valori ma non si tratta di un'udienza con il presidente della Repubblica bensì di una manifestazione, prima bloccata dalla Questura e poi autorizzata, in piazza del Quirinale. Con addosso la maglietta «Giorgio non firmare» una trentina di militanti dell'Idv invitano Giorgio Napolitano a rispedire al mittente «decreti libertici». Il leader del partito Antonio Di Pietro porta con sè simbolicamente una lettera per il Capo dello Stato nella quale chiede di «rispondere nel merito invece di offendermi anche lei gratuitamente».

«Chiediamo al Capo dello Stato che, dopo aver usato la piuma per la legge sulla sicurezza - ha detto Di Pietro -, usi tutta la sua forza di persuasione per la legge sulle intercettazioni affinché possa essere rinviata alle Camere se resta così com'è». L'ex pm stigmatizza inoltre «la palese contraddittorietà» tra le valutazioni espresse sulla legge sulla sicurezza e «la 'decisione' adottata di sottoscriverla e promulgarla». All'iniziativa dell'Idv, guidata oltre che dal presidente del partito dal senatore Stefano Pedica, s'è aggiunto idealmente anche l'ex pm ed ora europarlamentare Luigi De Magistris. E il giornalista Marco Travaglio, dalle colonne di Micromega, attacca il presidente per le sue posizioni su sicurezza e intercettazioni in un articolo intitolato «Giorgio Ponzio Pilato».

Davanti all'offensiva il Colle sceglie la linea del silenzio. Viene fatto capire che non c'è nessun commento da fare perchè il presidente ha già detto quello che doveva in occasione della cerimonia del Ventaglio e ancor prima, nello specifico, nella «argomentata» lettera con cui esprimeva le sue considerazioni sul ddl sicurezza.

Il mondo politico isola l'Idv e si stringe attorno al presidente. Per il portavoce del Pdl Daniele Capezzone «è un fatto di gravità inaudita che il signor Di Pietro continui a insolentire il Capo dello Stato». «Non è ammissibile - prosegue - che un garante super partes come il presidente Napolitano sia ogni giorno oggetto di attacchi, offese e insinuazioni da parte dell'Italia dei Valori. Ecco perché c'è da augurarsi che il nuovo segretario del Pd, chiunque egli sia, abbia la forza e la visione necessari per compiere un atto politico di cui tutti dovremmo riconoscergli la positività: rompere l'alleanza con l'Idv».

Nel pomeriggio proprio Dario Franceschini sale al Quirinale per un colloquio con Napolitano. Per il Colle è un incontro da inserire nella «ricognizione» che il presidente sta facendo (ieri ha visto Pier Ferdinando Casini) sulle scadenze parlamentari prima della pausa estiva e in vista della ripresa dei lavori. Comunque, dopo l'udienza di Franceschini da Napolitano esce una nota del Pd durissima contro l'ex alleato. A firmarla sono congiuntamente i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

«L'onorevole Di Pietro - scrivono i due capigruppo - non mostra ritegno nel destabilizzare le istituzioni al fine di lucrare vantaggi politici. In ciò rivela una non condivisibile concezione della democrazia italiana, del delicato equilibrio che governa le relazioni tra i poteri dello Stato, della funzione delle istituzioni di garanzia». «Quello che non è accettabile, in ogni caso - concludono -, è il suo continuo tentativo di coinvolgere in polemiche politiche il Presidente della Repubblica che agisce nel rigoroso rispetto della Carta costituzionale».