15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Finanza vaticana

Allo Ior chiude dopo 20 anni l'era Caloia

La Stampa: «alla presidenza banca arriverà Ettore Gotti Tedeschi»

ROMA - Cambio della guardia in vista per la presidenza dello Ior, la banca del Vaticano con 130 dipendenti, 40.000 conti correnti e «conti selezionati e top secret». E' quanto scrive La Stampa, secondo cui dopo vent'anni Angelo Caloia lascerà la guida dell'istituto per passarla ad Ettore Gotti Tedeschi, economista «assai ascoltato da Papa Benedetto XVI», con cattedra all'università Cattolica di Milano, una rubrica sull'Osservatore Romano, un'esperienza nel mondo Mc Kinsey ed «uno strettissimo legame con lo spagnolo Emilio Botin, potentissimo presidente e azionista del gruppo bancario spagnolo Santander, anch'egli in odore di Opus Dei».

L'avvicendamento sarebbe stato deciso nella tre giorni di riunione della commissione di quindici porporati che sovrintende alle questioni organizzative ed economiche della Santa Sede.

«L'uscita di Angelo Caloia è certa», concordano fonti vaticane e bancarie contattate dal quotidiano torinese. E avverrà ben prima dei due anni che mancano alla scadenza prevista. Del nuovo assetto di vertice si occuperà presto un altro «conclave» più ristretto, cioè il consiglio dei cinque cardinali che vigila sulla banca del Papa, presieduto dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone e la cui composizione è recentemente stata modificata come «prologo di un più generale cambiamento allo Ior».

Nei Sacri Palazzi - scrive Giacomo Galeazzi - si ipotizza che non sia dispiaciuto troppo a Caloia il libro-scandalo «Vaticano spa» sui conti segreti dell'Istituto. Inoltre il banchiere che da vent'anni domina la banca vaticana si sarebbe costituito «un'uscita più che onorevole» con un incarico «operativo e molto ben remunerato in Fideuram», da affiancare alla «pensione faraonica» predisposta allo Ior. E anche se ai suoi collaboratori continua ad assicurare che resterà fino a tutto il 2010, lo stesso Caloia è a conoscenza della volontà del Papa e del suo braccio destro, il salesiano Bertone di procedere all'avvicendamento «nel volgere di pochi mesi».

Salvo improbabili outsider dell'ultima ora, la scelta del Papa e di Bertone è orientata dunque su Ettore Gotti Tedeschi, economista della Cattolica, editorialista dell'«Osservatore romano» e navigato banchiere (McKinsey, Akros, Banco Santander), favorito sull'«anziano» Hans Tietmeyer, ex presidente della Bundesbank, e sull'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, sponsorizzato da Re ma azzoppato dalle bufere giudiziarie. Gotti Tedeschi potrà contare sulla cooperazione del fedelissimo di Bertone, il genovese Giuseppe Profiti, direttore amministrativo del Bambin Gesù, e a suo tempo indicato come possibile candidato, e su quella dell'uomo di fiducia del cardinale Angelo Bagnasco, Marco Simeon, il giovane sanremese da tempo «ambasciatore» di Cesare Geronzi in Vaticano.