2 dicembre 2020
Aggiornato 19:30
SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Ricerca con embrioni ibridi: comitato di bioetica dice no

LAV: «Necessario incentivare metodi di ricerca senza animali, etici e sicuri»

Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), dopo più di un anno di lavoro, ha recentemente espresso il suo significativo «No» alla ricerca con organismi ibridi, ovvero ottenuti mescolando materiale genetico umano e animale attraverso la tecnica del trasferimento del nucleo, sottolineando la pericolosità nell’accettazione del concetto di interspecie.

«Anche se il Comitato ha lavorato in un’ottica antropocentrica, evidenziando il pericolo di questo tipo di ricerca per l’uomo, è utile estendere le perplessità a tutto il mondo della ricerca che fonde geni umani e animali – dichiara Michela Kuan, biologa responsabile LAV settore Vivisezione –Infatti, sempre più esperimenti sviluppano e utilizzano animali «umanizzati», cioè dove vengono inseriti geni umani, per fare assomigliare le altre specie da sperimentazione sempre di più alla nostra, rimarcando come il modello sperimentale animale non sia attendibile nella ricerca per studi sulla salute umana. E’ necessario quindi sviluppare e incentivare i metodi di ricerca che non fanno uso di animali, etici e sicuri».

Non v’è dubbio che sia importante porsi il problema etico della formazione di embrioni umani ibridi, ma è indispensabile affrontare l’argomento in un ottica coerente che copra tutte le sfaccettature della ricerca, in quanto il limite di accettazione di percentuale umana nell’animale non è individuabile.

Pensando a procedure altamente invasive come gli xenotrapianti, dove animali (maiali e scimmie) vengono geneticamente modificati con geni umani e utilizzati come produttori di organi per i trapianti, l’aspetto etico non può non essere preso in considerazione; sul piano scientifico la procedura ha dimostrato di essere fortemente fallimentare. Inserire e fare esprimere geni umani comporta modificazioni anatomo-fisiologiche non desumibili a priori, creando chimere che violano la dignità umana e animale.

Lo stesso vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica, Lorenzo D'Avack, ha dichiarato che «gli obiettivi alla base di queste sperimentazioni non sono totalmente chiari»; inoltre, è significativa la posizione espressa dal Direttore del Centro nazionale trapianti che sottolinea gli alti rischi legati a questa area di ricerca e incoraggia studi che non prevedano l’uso di animali.

Ogni specie è frutto di un percorso evolutivo individuale e le nuove frontiere della genetica, pur dovendo continuare a fare ricerca, non possono non tenere conto delle limitazioni etiche e oggettive che devono influenzare la scienza, come qualsiasi altra attività umana.