5 marzo 2021
Aggiornato 16:30
Sperimentazione animale

Pisa: bloccato l’utilizzo dei maiali vivi in favore di manichini umani

La LAV: «Importante passo avanti verso un cambiamento scientifico necessario»

L’11 giugno prossimo si svolgerà presso l’Università di Pisa un corso post-laurea che al posto di maiali vivi userà dei manichini che ricalcano perfettamente l’anatomia umana, già in uso in altre sedi come Torino e Genova, per insegnare ai laureati in campo medico le tecniche di avanguardia da attuare su pazienti traumatizzati.

Assitrauma, ente privato che collabora con istituti universitari ed enti pubblici nella formazione post-laurea in campo medico grazie a esercitazioni pratiche tramite l’utilizzo di animali vivi (suini) o di manichini per dimostrazioni di Atls (advanced trauma life support), mette a disposizione per lo stesso tipo di corso i manichini o i maiali, facendo decadere automaticamente la necessità presunta per il rilascio di autorizzazione per l’uso di animali vivi, come previsto dal Decreto legislativo 116.

«L’utilizzo di animali vivi in didattica, infatti, è regolamentato in maniera fortemente restrittiva grazie al Dl 116, che autorizza il ricorso ad animali solo in caso di inderogabile necessità e dove non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi, un principio che troppo spesso viene ignoratocommenta Michela Kuan, biologa e responsabile LAV vivisezioneper questo l’iniziativa di Assitrauma è da considerarsi un importante passo avanti verso un cambiamento scientifico ormai sempre più necessario».

Nonostante, mai come nel campo della didattica, siano disponibili numerosi supporti alternativi dimostratisi utili, etici e facilmente applicabili, purtroppo, continuano ad essere richieste ed autorizzate numerose procedure che coinvolgono almeno 2700 animali all’anno, dato statistico sottostimato che non prende in considerazione gli animali utilizzati già soppressi o loro parti.

«C’è bisogno di una maggiore coscienza etica e scientifica e di un regime autorizzativo più vincolante e controllato, che non permetta più a una didattica obsoleta di avvalersi ancora di animali, ma utilizzi supporti dimostrativi alternativi», conclude Michela Kuan.

«Il forte interesse pubblico in questo ambito, le innovazioni scientifiche negli ultimi decenni e l’alto livello etico che deve contraddistinguere la scienza, devono cambiare l’approccio verso l’uso di animali nella ricerca, muovendo lenti passi verso una scienza etica, attendibile e più utile per l’uomo».