6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Festa della Repubblica

Sobrietà e rigore, a Roma parata militare in tono minore

Apprezzamento di Napolitano. E Berlusconi arriva in ritardo

ROMA - Sono le 10 in punto quando il capo dello Stato Giorgio Napolitano scende dalla Lancia Flaminia e prende posto sulla tribuna riservata alle autorità. A Via dei Fori imperiali, a Roma, come ogni anno, le Forze armate celebrano se stesse e la Repubblica. Di fianco a Napolitano ci sono i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante. Poi, una poltrona vuota. E' quella di Silvio Berlusconi, che è in ritardo. Tutti si chiedono dove sia finito il presidente del Consiglio, che arriva un quarto d'ora dopo l'inizio della parata militare. Un ritardo dovuto a «telefonate istituzionali», fanno sapere dal suo entourage. «Aveva un problema al collo, un problema di salute. Doveva farsi una iniezione ma chi doveva andare ha ritardato», rivela più tardi il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Il ritardo del presidente del Consiglio è stato l'unico fuori programma di una sfilata consumatasi in poco più degli 80 minuti previsti dal programma iniziale. Una celebrazione in tono minore rispetto agli anni precedenti: la crisi economica in corso e la necessità di fornire un contributo alla ricostruzione delle aree dell'Abruzzo devastate dal terremoto hanno consigliato un taglio al numero dei militari e dei mezzi partecipanti e ai costi complessivi per l'organizzazione. Una scelta di «sobrietà e rigore» di cui si è detto particolarmente compiaciuto il capo dello Stato. «Ho molto apprezzato come, nella difficile contingenza che il Paese sta attraversando, ella abbia voluto adottare misure atte a conferire all'evento toni di sobrietà e rigore, senza nulla togliere alla celebrazione, e contribuire al conferimento di risorse per l'assistenza e la ricostruzione in Abruzzo», ha scritto Napolitano in un messaggio inviato al ministro La Russa.

La parata, come ogni anno, è stata suddivisa in 7 settori ed ha visto la partecipazione di 264 Bandiere e Medaglieri, 5.

890 militari, 500 civili, 209 quadrupedi, 284 mezzi e 9 velivoli. Sulla tribuna riservata alle autorità, presenti numerosi esponenti politici e delle Forze Armate: oltre alle principali cariche dello Stato e al ministro La Russa, tra gli altri, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro degli Esteri Franco Frattini, il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, il leader del Partito democratico Dario Franceschini, il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, gli ex ministri della Difesa Arturo Parisi, Antonio Martino e Sergio Mattarella, il presidente del Copasir Francesco Rutelli, il capo di Stato Maggiore della Difesa Vincenzo Camporini assieme a tutti i vertici delle Forze Armate, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il sindaco della Capitale Gianni Alemanno. Assente, come ogni anno, la Lega Nord, rappresentata soltanto dal presidente federale Angelo Alessandri.

Il primo settore della sfilata è stato dedicato alle missioni internazionali, per sottolineare l'impegno delle Forze Armate in tante regioni del mondo allo scopo di garantire pace, stabilità e sicurezza e le condizioni fondamentali per il progresso comune. Come da tradizione hanno partecipato anche alcune delegazioni militari di paesi impegnati al fianco dell'Italia nelle missioni all'estero, come Spagna, Stati Uniti d'America, Germania e Francia. I quattro settori successivi sono stati dedicati alle Forze Armate - Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri -, mentre il sesto ha visto impegnati i Corpi militari e ausiliari dello Stato (Guardia di Finanza, Croce Rossa Italiana e Corpo militare speciale ausiliario dell'Esercito Italiano Sovrano Militare Ordine di Malta). Il settimo e ultimo settore, infine, è stato riservato ai Corpi armati e non armati dello Stato (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco) e ai reparti a cavallo.

Molto apprezzati dal numeroso pubblico accorso su Via dei Fori imperiali, in particolare, il passaggio della Brigata Sassari e dei paracadutisti della Folgore, così come la sfilata della componente del reggimento San Marco, di quella del 17esimo Stormo Incursori e del Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri. Molta curiosità hanno destato, inoltre, gli uomini del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Nocs) e i Carabinieri a cavallo. Ridotta, invece, rispetto al passato, la sfilata dei mezzi in dotazione alle Forze Armate. Un taglio che ha contribuito al risparmio di circa un milione di euro che il governo ha deciso di destinare alla ricostruzione della rete stradale della provincia dell'Aquila fortemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile scorso.

E proprio alla provincia abruzzese è legata una delle novità della parata di quest'anno. Alla sfilata, infatti, hanno partecipato anche le rappresentanze della Protezione Civile con i Gonfaloni della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune de L'Aquila, mentre il previsto lancio di un team della Squadra di Paracadutismo Sportivo Militare, composta da quattro atleti delle Forze Armate, è stato annullato per l'eccessivo vento in quota. Il passaggio delle Frecce Tricolori della Pattuglia Acrobatica Nazionale ha chiuso come da tradizione le celebrazioni.

«Il personale che ha sfilato ha, ancora una volta, dato prova di entusiasmo, preparazione e disciplina, ben meritando la festosa e calorosa accoglienza dei tanti cittadini che anche quest'anno hanno voluto assistere alla sfilata», ha scritto La Russa in un messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, Camporini. «Il loro entusiasmo», ha aggiunto il ministro, «è la più genuina e concreta testimonianza dell'attaccamento degli Italiani alla Repubblica e alle sue Forze Armate, che ogni giorno, con passione e dedizione, onorano il Tricolore servendo la causa della pace nelle missioni all'estero e fornendo, in Patria, servizi essenziali per la comunità».

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