4 dicembre 2020
Aggiornato 16:00

Biopolitica: dichiarazione del Sottosegretario Roccella

«Sono d'accordo con Massimo D'Alema: è necessario aprire un confronto pubblico più ampio e approfondito»

ROMA - Sono d'accordo con Massimo D'Alema: è necessario aprire sulla biopolitica un confronto pubblico più ampio e approfondito e soprattutto meno ideologizzato di quello che è oggi in corso. La contrapposizione fra laici e cattolici, che è lo schema interpretativo adottato di consueto quando si parla di «temi eticamente sensibili», è vecchio e inadeguato, e non rende ragione della complessità delle questioni in campo.

il PD però deve mettersi d'accordo con se stesso: oggi D'Alema scopre la superfluità di una legge sul testamento biologico ma il senatore Ignazio Marino, a lui vicino, ha passato tutta la scorsa legislatura cercando di convincere gli italiani dell'assoluta urgenza e necessità di una legge in tal senso.

Oggi di fronte ai tentativi della magistratura di introdurre surrettiziamente una legge sul testamento biologico attraverso le sentenze - come del resto è stato fatto per l'eutanasia in Olanda - il Parlamento non può che riprendersi le sue competenze legislative.

Sulla legge 40 invece D'Alema, come tanti, è male informato. La legge non è contro le donne, bensì ne ha tutelato e ne tutela la salute, contro pratiche umilianti e dannose permesse in altri paesi. Penso per esempio alla compravendita degli ovociti (ipocritamente definita «donazione«) con cui le ragazze giovani e povere si sottopongono a pericolosi trattamenti di stimolazioni ormonali, oppure penso al numero troppo elevato di sindromi da iperstimolazione ovarica che in Italia, proprio grazie alla legge 40, sono crollate.

Basta poi guardare i dati del registro della procreazione medicalmente assistita per scoprire che in questi anni sono raddoppiate le nascite ed è aumentato l'accesso alle tecniche.