27 giugno 2019
Aggiornato 00:00

Presentazione del progetto «Foreste modello»

La Sardegna ha circa 1 milione e 200 mila ettari di patrimonio boschivo e, su questo versante, assieme alla Toscana è la Regione più importante d’Italia

CAGLIARI - Questa mattina l'Assessore dell'Ambiente, Emilio Simeone, ha illustrato alla stampa il progetto «Foreste modello». «Nell’ambito della risorsa foresta, la Regione sta definendo un progetto di tipo industriale e reddituale - ha detto l'Assessore Simeone - perché riteniamo che sulla foresta si possa intraprendere una politica di sviluppo del nostro territorio. In Sardegna abbiamo circa 1 milione e 200 mila ettari di patrimonio boschivo e, su questo versante, assieme alla Toscana siamo la Regione più importante d’Italia».

Queste tematiche verranno affrontate in un tavolo tecnico il 14 e 15 maggio, nella sala Anfiteatro in via Roma 54 a Cagliari. E' prevista la presenza dei partner del progetto comunitario Med- Foreste Modello: la Francia con la Corsica (soggetto capofila) e la Provenza -Costa Azzurra; la Spagna con Castilla y Leon e Murcia; la Grecia con la Macedonia occidentale e la Prefettura di Magnesia; la Croazia con Istria. Altri quattro paesi (Marocco, Algeria, Tunisia e Turchia) parteciperanno al progetto in qualità di paesi gemelli (la Sardegna è gemellata con la Tunisia).

A disposizione della Regione un badget di 180 mila euro che ha approvato, in linea tecnica, il protocollo d’ intesa di adesione alla Rete mediterranea di «Foreste Modello» nel marzo del 2008 in Spagna. Adesione poi ratificata nella prima riunione della nuova giunta (delibera 12/1/ del 17 marzo 2009).»Il progetto si inserisce nel quadro delle linee dettate dal Piano forestale ambientale regionale - ha spiegato il Direttore del servizio Tutela del suolo e Politiche forestali, Antonino Liori -.

«Riteniamo che sia un’occasione di sviluppo per i settori gravitanti attorno ai compendi forestali, con indubbi vantaggi per l’indotto produttivo locale. Nella riunione del 14 e 15 maggio, si procederà alla valutazione dei contesti regionali in cui si dovrà operare. La cura del bosco, oltre che fornire un contributo al reddito, porta anche ad aumentare il fattore di difesa del suolo». In Sardegna quasi il 50% della copertura forestale è di proprietà privata: di 550 mila ettari di bosco, 220 mila sono gestiti dall’Ente Foreste, mentre la restante parte è in mano ai comuni ed ai privati.

«Attualmente sono pochissime le imprese che traggono redditi dai prodotti del bosco-ha aggiunto Salvatore Angelo Todde responsabile del progetto Foreste Modello-. L'unico settore produttivo che trae reddito dal bosco in Sardegna è quello sughericolo, che costituisce una filiera cosiddetta corta (bosco, sughero, trasformazione e commercializzazione). Gli altri utilizzi, compresa la biomassa per la produzione di energia, hanno grandi potenzialità e potrebbero essere incentivati anche attraverso le misure del Piano di sviluppo rurale, per consentire di trarre un giusto reddito anche da parte dei privati».

Il progetto «Foreste modello» è rivolto sia ai soggetti pubblici che privati che potranno trarne benefici diretti o indotti, beneficiando del valore aggiunto sui loro territori e sui loro prodotti: difesa del suolo, certificazione dei prodotti derivanti dalle attività tradizionali. «La naturale evoluzione di questo progetto dovrebbe essere il riconoscimento a livello europeo del network internazionale delle Foreste modello - ha concluso l’Assessore Simeone - e possono avvantaggiarsi dall’appartenenza alla foresta modello anche altri comparti tradizionali dell’economia sarda, quali il sistema agro-pastorale, turistico, storico culturale e l’artigianato. Un’ulteriore occasione per lo sviluppo economico dell’isola coerente con le strategia di sostenibilità ambientale europee».

L’idea delle «Foreste modello» è nata nella Conferenza di Rio del 1992, ed è stata presentata per la prima volta dal Canada. Idea che è stata poi recepita da altre nazioni e che conta oggi 22 Paesi aderenti al progetto, e 49 siti di «Foreste modello» nel mondo.