16 novembre 2019
Aggiornato 01:30

Reati ambientali, la Regione Lazio incrementa indagini

943 controlli e sequestri per 600 milioni

ROMA - La Regione contro i reati ambientali. Dalla firma del protocollo d’intesa che la Regione Lazio ha sottoscritto a settembre 2007 con Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri, sono stati 943 i controlli portati a termine fino ad oggi.

Dall’intensificazione dei controlli è emerso che il 45% delle verifiche hanno evidenziato delle violazioni, le persone segnalate sono state oltre 200, quelle arrestate 43 e i sequestri sono arrivati a quota 93, per un valore di circa 600 milioni di euro. A presentare i dati sono stati oggi il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, l'assessore all'Ambiente, Filiberto Zaratti e il comandante del Noe di Roma, Pietro Rajola Pescarini.

«Più si indaga e meglio si vive. Anche se si indaga sulla Regione e con i soldi della Regione stessa ben venga perché così si migliora la democrazia», ha detto il presidente Piero Marrazzo sottolineando che «non metto a disposizione risorse della Regione per sapere dove e come i carabinieri del Noe indagano. Prima tante indagini sulla sanità e sull'ambiente non si facevano, ora mi sento più tutelato».

«Non bisogna mai aver paura di collaborare – ha aggiunto Marrazzo - perché credo che non dobbiamo sottovalutare il tema delle ecomafie visto cosa è successo in Campania con lo smaltimento di rifiuti tossici che provenivano dal nord».

Il protocollo prevede, tra l'altro, lo scambio di informazioni, la collaborazione con l'Arpa per le analisi, il rafforzamento dei livelli di tutela ambientale, la prevenzione di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata e iniziative di informazione.In testa ai controlli c'è la provincia di Roma con 312, seguita da quella di Latina con 219, da Viterbo con 206, da Rieti con 119 e Frosinone con 87.

«L'anno precedente alla convenzione - dice il comandante Rajola - il Noe aveva effettuato 100 controlli, l'anno successivo sono stati 400».

Nell'ambito del protocollo sono state svolte numerose indagini, tra cui la 'Black hole' sugli impianti di Colleferro, la 'Corno d'Africa', con cui è stato individuato un traffico illecito di rifiuti derivanti da attività di autodemolizioni tra l'Italia e la Siria, con diramazioni in Siria e Inghilterra, e quella di Rieti dove è stato sequestrato un impianto dove venivano smaltiti rifiuti speciali liquidi senza le dovute autorizzazioni.