15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Pio XII aiutò gli ebrei, durante la persecuzione nazista

Ritrovato documento, Papa Pacelli aiutò gli ebrei

L'appunto, datato novembre 1943, riporta l'elenco di 24 persone accolte nel Monastero per aderire - si sottolinea - al desiderio del Sommo Pontefice

Città del Vaticano - Pio XII aiutò gli ebrei, durante la persecuzione nazista. L'operato del Papa contestato emerge da un nuovo documento, scritto, estratta del «Memoriale delle Religiose Agostiniane del Monastero dei Santissimi Quattro Coronati di Roma». «Il Santo Padre - si legge - vuol salvare i suoi Figli, anche gli Ebrei, e ordina che nei Monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati». L'appunto, datato novembre 1943, riporta l'elenco di 24 persone accolte nel Monastero per aderire - si sottolinea - al desiderio del Sommo Pontefice.

«Una rara testimonianza», ha commentato padre Peter Gumpel, gesuita e autorevole storico, relatore per la causa di beatificazione di Pio XII. «Si tratta di un documento che io stesso ho ottenuto dalle suore agostiniane - rileva padre Gumpel alla Radio Vaticana - un documento scritto, per questo importante. Non è l'unica testimonianza che abbiamo in tal senso. Ci sono numerose testimonianze orali, non solo di suore, sacerdoti ma pure di altri, ma mancano spesso dichiarazioni contemporanee scritte e questo ha dato occasioni ad alcuni - che continuano ad attaccare Pio XII - di contestare e di dire: 'Non ci sono documenti che lui abbia mai fatto qualche cosa durante la retata degli ebrei romani il 16 ottobre 1942. Questa è una totale falsità. L'unica cosa da rilevare è che in tempi di persecuzioni e in situazioni come allora si vivevano a Roma, una persona prudente non metteva molte cose 'nero su bianco', perché c'era il pericolo che queste cadessero nelle mani dei nemici e poi si prendessero misure ancora più ostili verso la chiesa cattolica.

L'opera di salvataggio di Pio XII, attestata d'altronde anche da molte fonti ebraiche stesse - prosegue il postulatore - fu fatta attraverso messaggeri personali-sacerdoti, che venivano inviati a varie istituzioni e case cattoliche qui, a Roma, università, seminari, parrocchie, conventi di suore, case di religiosi, sempre con il messaggio: 'Aprite le vostre porte a tutti i perseguitati dai nazisti', ciò che valeva in primo luogo, naturalmente, per gli ebrei». Padre Gumpel va avanti: «Esistono due documenti scritti; uno fu inviato al vescovo di Assisi, monsignor Nicolini, che lo fece vedere al suo collaboratore, il reverendo Brugnazzi; tutti e due furono poi decorati da Yad Vashem come 'giusti tra i gentili'.

Qui a Roma abbiamo invece ormai questo documento della cronaca delle Suore Agostiniane di Clausura. Ripeto: è un'ulteriore conferma che può essere utile nei confronti di coloro che persistentemente vogliono denigrare Pio XII e con ciò attaccare la Chiesa cattolica». Un documento, dunque, che potrà portare avanzamenti nella causa di canonizzazione? «Spero di sì - risponde padre Gumpel - la causa di canonizzazione di Pio XII ha avuto l'ultimo verdetto in data 9 maggio 2007, in cui 13 tra cardinali e vescovi che costituiscono il Tribunale più alto della Congregazione delle Cause dei Santi, all'unanimità si sono pronunciati positivamente a favore delle virtù di Papa Pio XII. Attendiamo tutt'ora la firma del decreto da parte di Sua Santità».