23 agosto 2019
Aggiornato 00:30
Nel “mirino” anche cacciatori bresciani in nomadismo venatorio

Reggio Calabria: colpo grosso di Corpo Forestale e LIPU contro il bracconaggio

Sequestrati uccelli protetti e richiami elettronici. Denunciate sei persone

Importantissimi risultati da un’operazione antibracconaggio condotta nell’ultima domenica di caccia dal Comando del Corpo Forestale dello Stato di Sant’Eufemia d’Aspromonte in collaborazione con la LIPU di Reggio Calabria.
In territorio di Bagnara Calabra sono stati controllati nelle prime ore del mattino numerosi cacciatori intenti a praticare l’attività venatoria. Sono state riscontrate numerose gravi violazioni della legge sulla caccia.

L’operazione ha portato alla denuncia di cinque cacciatori per uso di richiami elettronici (il cui uso a fini venatori è vietato dalla legge) e per abbattimento di specie protette e particolarmente protette. Un altro cacciatore è stato denunciato per incauta custodia delle munizioni.

Sono stati complessivamente sequestrati cinque fucili da caccia, 97 munizioni, quattro richiami elettronici e parecchi uccelli uccisi, tutti appartenenti a specie protette (Fringuello e Ballerina bianca) o particolarmente protette ai sensi dell’Allegato 2 della Convenzione di Berna sulla tutela della Fauna Selvatica.

Di particolare importanza l’intervento eseguito nei confronti di tre cacciatori bresciani, ai quali sono stati sequestrati gli animali appartenenti a specie particolarmente protette - Pettirossi e Capinere -e due richiami.

Infatti la provincia di Brescia è tristemente nota per le stragi di piccoli passeriformi migratori, del peso di pochi grammi, in particolare Pettirossi, che vengono uccisi a milioni in ogni stagione per finire cucinati in piatti tradizionali come la «Polenta e Osei».

Spostandosi di continuo nella giornata di caccia alla ricerca dei Pettirossi - che mantengono anche una territorialità invernale - questi cacciatori possono ucciderne in un giorno anche molte centinaia, trasportandoli poi surgelati nella provincia di residenza in contenitori frigo.

Allo scopo di accertare se ciò si fosse verificato anche in questo caso, il Corpo Forestale ha effettuato una perquisizione nelle camere d’albergo occupate dai tre, ma purtroppo è stata rinvenuta solo una borsa frigo con sacchetti da congelazione ancora integri. Va sottolineato che i tre, nonostante una lunga carriera venatoria, non avevano precedenti penali specifici.

La LIPU intende sottolineare la particolare importanza della collaborazione tra associazioni protezionistiche e Forze dell’Ordine per ottenere risultati nel campo della protezione dei piccoli uccelli migratori.

Rivolge un particolare ringraziamento al Comandante del Corpo Forestale di Sant’Eufemia d’Aspromonte e a tutti gli uomini del Comando per il grande impegno profuso in questi mesi, nei quali sono stati raggiunti risultati molto importanti.