12 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
«Grande fratello: presi tre bracconieri a cagliari

Bracconaggio: tre denunce grazie a telecamere nascoste

Lipu: «l’attività prosegue anche nei prossimi mesi»

Tre uccellatori ripresi dalle micro-telecamere della LIPU nell’atto di recuperare la preda catturata con le trappole, in una sorte di «Grande Fratello» del bracconaggio sardo. Sono salite così a cinque le denunce effettuate dalla LIPU da novembre a oggi contro i bracconieri che operano in provincia di Cagliari per catturare illegalmente uccelli destinati a rifornire i banchi delle macellerie e i piatti dei ristoranti, come ampiamente dimostrato poche settimane fa dalla trasmissione «Le Iene» di Italia Uno, cui ha collaborato la stessa LIPU.

La LIPU sottolinea anche i rischi per la salute pubblica che derivano dal consumo di carni non controllate dal servizio veterinario, come quelle degli uccelli che vengono lasciati a volte per giorni a marcire nelle trappole. Le tre nuove denunce LIPU contro i bracconieri sono state presentate, come le precedenti, al Comando Carabinieri di Capoterra (CA).

Il campo organizzato dalla LIPU, partito lo scorso 21 dicembre e concluso nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di volontari da tutta Italia e dalla Sardegna cui si sono aggiunti alcuni volontari dell’associazione tedesca Komitee Gegen den Vogelmord E.V. I volontari hanno rimosso 15.400 trappole e 160 lacci per la cattura di ungulati, mentre in una zona impervia del basso Sulcis è stato ritrovato un cervo catturato con un laccio a una zampa e decapitato dai bracconieri, probabilmente allo scopo di rivenderne la testa come trofeo.

Nelle trappole – sottolinea la LIPU – finiscono illegalmente tordi, pettirossi e fringuelli e altre specie di uccelli migratori, cui si aggiungono alcune specie migratrici parziali della Sardegna, come lo Sparviere, che in questo modo, essendo localizzate in territori limitati e appartenenti a sottospecie isolane, rischiano l’estinzione. Per la prima volta le riprese filmate documentano in ogni sua fase la cattura illegale degli uccelli, compresa l’accurata sistemazione dei cappi in crine di cavallo e delle bacche usate come esca.

«I nostri interventi – dichiara Giovanni Malara, coordinatore del campo antibracconaggio LIPU – dimostrano quanto sia diffuso il fenomeno dell’uccellagione e quanto insufficiente sia il contrasto delle autorità cagliaritane verso questa attività illegale. Oltretutto, da anni denunciamo la vendita illegale degli uccelli nei principali ristoranti della provincia di Cagliari, ma nessun provvedimento è stato adottato dalle autorità competenti nei confronti dei ristoratori».

Oltre all’uccellagione, la LIPU segnala un forte aumento nell’uso di lacci d’acciaio per la cattura di ungulati e predatori: fissati alla base delle piante in luoghi di passaggio obbligati, le trappole catturano per le zampe o per il collo cervi sardi, cinghiali e gatti selvatici, uccidendoli lentamente tra atroci sofferenze.