10 luglio 2020
Aggiornato 20:00
«Lodo Carnevale è norma ingiusta»

«Da Governo poca chiarezza e risorse insufficienti per la Giustizia»

Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti

«Vogliamo trasparenza nella quantificazione, nella gestione e nell'utilizzo dei fondi che la giustizia produce (sequestri, pene pecuniarie, spese processuali, depositi giacenti, confische, ecc.) e che devono servire ad autofinanziarla. Una trasparenza che il provvedimento del governo non garantisce». Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, interviene sul decreto legge in discussione alla Camera che contiene interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario.

«L'idea del 'Fondo giustizia' ci piace, anche perché è la naturale evoluzione dei provvedimenti contenuti nell'ultima finanziaria del Governo Prodi che affidava ad Equitalia la riscossione dei crediti di giustizia. Quello che contestiamo è che nella ripartizione delle somme confluite al fondo solo una piccola parte (un terzo) andrà a sostenere le spese del sistema giudiziario italiano. Vi è inoltre un'eccessiva discrezionalità della presidenza del consiglio nella ripartizione delle risorse, che possono essere destinate anche a provvedimenti del tutto estranei, nonchè l'assenza di specifiche destinazioni per avviare un consistente piano di investimenti per l'efficienza del sistema giudiziario italiano a beneficio di tutti i cittadini.

Nel pacchetto di emendamenti che il Pd ha presentato al provvedimento - prosegue Ferranti - vi è l'elevazione al 50% delle somme confluite al fondo da destinare al ministero della Giustizia, l'avvio di un piano di investimenti per l'efficienza e la funzionalità del sistema, la sospensione della norma che impedisce ai magistrati di prima nomina vincitori di concorso alle funzioni requirenti e alle funzioni monocratiche penali, comprese quelle di giudice per le indagine preliminare e di giudice dell'udienza preliminare, e l'abrogazione del cosiddetto 'lodo Carnevale' che è una norma che reputiamo ingiusta perché - conclude - appare cucita su misura di alcuni noti magistrati che aspirano a cariche apicali in magistratura».