19 agosto 2019
Aggiornato 05:30
Bracconaggio: crudeltà a Cammarata (AG)

Allodola arpionata fungeva da richiamo vivo

LIPU: «Serve più impegno nella prevenzione e repressione dei reati»

Un’allodola appesa a un gancio per attrarre altri uccelli migratori in una trappola mortale. E’ la drammatica scena cui hanno assistito alcuni volontari della LIPU durante un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi in località Montoni – Pirciata, nel comune di Cammarata (AG). Alcuni bracconieri erano intenti a far strage di uccelli, in prevalenza allodole, con metodi illegali, servendosi di richiami elettronici e di un esemplare che fungeva da richiamo vivo, un metodo particolarmente crudele che causa atroci sofferenze all’animale.

L’Allodola era infatti bloccata da un’imbracatura realizzata con del filo di nylon e agganciata a un palo di ferro. In questo modo il volatile, che cercava inutilmente di liberarsi, richiamava verso di sé altri esemplari che finivano poi per cadere sotto il colpo dei fucili dei bracconieri.

I bracconieri che operano in questa zona della Sicilia provengono di solito dal Nord (in questo erano toscani) e fanno di un noto albergo della zona una base d’appoggio per la cattura illegale di uccelli selvatici.

«Questi luoghi non sono certo nuovi a episodi del genere – dichiara Fulvio Mamone Capria, vicepresidente LIPU – e gli autori di tali reati non vengono mai individuati. Chiediamo alle forze dell’ordine un maggiore impegno per debellare un fenomeno che incide in modo pesante su un patrimonio, quello degli uccelli selvatici, che appartiene alla collettività e che inoltre infierisce con metodi particolarmente crudeli causando gravi sofferenze agli animali».