18 giugno 2021
Aggiornato 16:30
Ridimensionamento scuole

«E’ in atto una campagna mistificatoria»

Lo sostiene il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Angelo Burzi

In merito alle dichiarazioni rilasciate dalla presidente Bresso durante l’odierna convocazione straordinaria della Conferenza regionale per il diritto allo studio, il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Angelo Burzi, replica: «Se la presidente della Regione non lascerà sbranare il sistema scolastico piemontese dal governo nazionale, neppure noi, però, le permetteremo di continuare in questa campagna di mistificazione improntata esclusivamente su una disinformazione elettorale a 360°».

«La Bresso sostiene che applicherà il Dpr 223/1998 per salvare le scuole piemontesi. Ebbene la riforma Gelmini prevede proprio l’attuazione puntuale delle norme di tale Dpr, fino ad oggi largamente bypassate dalla stessa Giunta Bresso attraverso l’utilizzo di deroghe a pioggia. Inoltre, sempre la Bresso afferma che farà il suo piano di dimensionamento come ogni anno; peccato che l’abbia già realizzato con una delibera del 25 giugno, la quale prevedeva criteri di revisione ben più stringenti per l’autonomia degli istituti scolastici rispetto a quelli del Decreto Gelmini. La norma regionale, infatti, richiede che gli istituti abbiano tra i 600 e i 900 allievi, per garantirsi da eventuali accorpamenti, mentre la 137 prevede almeno 500 allievi».

«Inoltre – conclude Burzi - il centro sinistra piemontese continua a dire che chiuderemo le scuole in montagna. Certamente affermare che il 52% del territorio del Piemonte è montano e collinare fa effetto per chi non abbia letto il decreto. Peccato che proprio la 137 preveda deroghe per gli istituti dislocati in queste zone. La questione che invece non vuole affrontare Bresso è quella legata alle decine di istituti che ad oggi godono di autonomia solo grazie a deroghe generosamente distribuite dalla Regione per salvare qualche dirigente scolastico e che si trovano a Torino e nelle città della prima e seconda cintura della provincia».