19 giugno 2021
Aggiornato 02:30
Decreto Gelmini

Sulla scuola la “disinformatia” della Sinistra

Così il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Angelo Burzi

«In perfetto stile «disinformatia», anche questa mattina la sinistra trattando il tema della Riforma della Gelmini, ha toccato il culmine della sfacciataggine». Così il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Angelo Burzi, il quale aggiunge: «Prima con la convocazione mattutina degli assessori all’istruzione dei comuni da parte della presidente Bresso, poi con un consiglio tematico organizzato in Provincia di Torino sono state nuovamente diffuse e propalate inesattezze, falsità con il semplice intento demagogico di seminare panico tra operatori scolastici, famiglie e cittadinanza.

Ancora una volta quindi sono costretto a ribadire che con l’applicazione del decreto, previsto dal Governo, non si chiudono scuole, soprattutto quelle delle piccole comunità montane, esistendo peraltro una deroga specifica nello stesso decreto. Non si ridurrà il tempo pieno che anzi, verrà incrementato: nel 2009, infatti, si avranno 49.350 alunni che beneficeranno di questa modalità educativa. Non vi saranno tagli nei servizi, ci saranno 5750 classi in più. Ma soprattutto, vorrei ricordare alla sinistra che non è con gli arruffapopoli, con le maestre dalla penna rossa e con la convocazione di assemblee da parte dei baroni rossi delle università che si garantisce al Sistema educativo e formativo di questo Paese quelle misure indispensabili per renderlo finalmente competitivo con il resto dell’Europa».

Dello stesso avviso il capogruppo degli azzurri in Provincia di Torino, Nadia Loiaconi, reduce dal concitato consiglio tematico sulla Riforma Gelmini: «La Giunta Saitta – commenta l’esponente di Forza Italia – ha messo in scena per l’ennesima volta il teatro dell’assurdo. Prima ha commesso forzature regolamentari, in conferenza dei capigruppo, per ottenere la convocazione dell’odierno consiglio aperto e poi non si è neppure assicurata di avere il numero legale in aula. Cosa che solo per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini abbiamo fatto noi, garantendo un dibattito in Consiglio. Certamente però il nostro giudizio, sulla protesta in atto, rimane assolutamente negativo: ci lasciano attoniti la campagna d’odio esercitata nei confronti di un Ministro della Repubblica e la scandalosa strumentalizzazione dei minori per fomentare la protesta. Ormai i toni hanno superato i livelli possibili per un Paese civile e democratico. Quando la sinistra vorrà parlare seriamente saremo in prima fila: e sulla scuola, peraltro, c’è molto da discutere. Se è vero, per esempio, che il nostro Paese ha la metà dei laureati rispetto alla media europea; se è vero che l’ex Presidente del Consiglio D’Alema prevedeva nel 1998 un taglio del 6% in tre anni sui fondi alla scuola, se l’ex- Ministro dell’Istruzione Fioroni tagliò 20mila posti in due anni; non è immaginabile che oggi, solo per assecondare la piazza, si continui a tralasciare una riorganizzazione scolastico-universitaria globale che ci è richiesta per garantire ai nostri figli un futuro migliore».