23 febbraio 2024
Aggiornato 23:30
Sarebbero almeno 529 gli enti locali che hanno investito nei cosiddetti «prodotti finanziari derivati»

Titoli derivati, Lannutti (IdV): «Vietarne l'utilizzo agli enti locali»

Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori nella Commissione Finanze al Senato

Sarebbero almeno 529 gli enti locali, grandi e piccoli, che finora hanno investito nei cosiddetti «prodotti finanziari derivati», esponendosi per più di 35 miliardi di euro: è quanto risulta al momento ad Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori nella Commissione Finanze al Senato, che in un'interrogazione al ministro dell'Economia chiede come si sia potuti arrivare a questo punto, considerati i «tassativi limiti qualitativi e quantitativi» posti all'utilizzo dei derivati da parte degli enti locali.

Secondo Lannutti «le statistiche più recenti indicano che sia le imprese che gli enti locali continuano a far ricorso agli strumenti derivati» anche se il Governo, con il DL 112 del 25 giugno scorso, ha posto «una moratoria di un anno nei confronti delle Regioni e degli enti locali vietando loro di stipulare contratti relativi a strumenti finanziari derivati» almeno fino a quando non verrà adottato un apposito regolamento che ne disciplini i criteri e le modalità di accesso.

Lannutti chiede al ministro se non ritenga necessario adottare nel più breve tempo possibile tale regolamento «provvedendo comunque a stabilire il divieto per i piccoli comuni di sottoscrivere contratti su strumenti finanziari derivati», e soprattutto, considerati i rilievi mossi dalla Corte dei Conti sugli altissimi rischi che questi comportano, chiede di adottare interventi urgenti per verificare l'effettiva esposizione degli enti locali.