28 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
Federalismo

Magnolfi: «Quattro domande cui il testo Calderoli non risponde»

Dichiarazione di Beatrice Magnolfi, Ministro per la semplificazione del governo ombra

«Il Federalismo fiscale di Calderoli è il pezzo mancante al funzionamento del nuovo Stato delle autonomie o è l’ennesima occasione per creare nuovi sprechi, burocrazia e disuguaglianze?» A chiederlo al Ministro Calderoli è Beatrice Magnolfi, Ministro per la semplificazione del governo ombra del Pd.

«Cosa significa - chiede Magnolfi - che il fisco sarà basato sulla 'territorialità'? Se un’impresa ha la sua sede legale nella regione A, ma produce nella regione B, dove paga le tasse? Se una catena commerciale ha negozi in tutte le regioni, deve applicare aliquote tutte diverse? E se una persona vive nella regione A e lavora nella B, dove paga le tasse? Come si fa ad evitare che tutti vogliano trasferirsi là dove si paga l’aliquota più bassa?» «In campagna elettorale - continua Magnolfi - la Lega ha promesso ai suoi elettori che, grazie al Federalismo, pagheranno meno tasse e avranno servizi migliori. Come? Poche le possibilità per mantenere la promessa. O che si tolgano risorse al sud, in particolare Campania e Calabria, che hanno minore 'capacità fiscale'. O che si aumentino le spese per la 'perequazione' a carico del bilancio dello Stato. O che si riveda il trattamento riservato alla Regioni a Statuto speciale. Di risparmiare su queste ultime due Calderoli non parla. Quindi, da dove si trarranno le risorse necessarie?»

«Nel testo Calderoli si afferma che tutti i livelli di governo godono di autonomia impositiva. Mentre è chiaro quale sarà la principale fonte di gettito per la Regione (l'addizionale Irpef), è molto meno chiaro di cosa vivranno i Comuni e le Province. Prima si è proposto di resuscitare l’Ici, poi si è parlato di una nuova tassa patrimoniale, quindi di una 'service tax' per i Comuni. Qualcuno ha anche ipotizzato che potrebbe esserci un travaso di risorse dalle Province ai Comuni. Nel testo però - spiega Magnolfi - si parla solo di un preoccupante 'paniere di imposte' degli Enti Locali. Cosa significa in concreto? E come faranno i Comuni a recuperare l’abolizione dell’Ici sulla prima casa? Non c’è il rischio di moltiplicare le imposte?»

«Quali sono infine i conti del Federalismo fiscale? Il principio su cui esso poggia è sacrosanto: per calcolare il fabbisogno non si parta più dalla 'spesa storica', ma dai costi standard dei servizi. Tuttavia oltre alle parole, servono i numeri. E di questi non c’è nemmeno l’ombra. Solo dai numeri - conclude Magnolfi - si potrà capire chi vince e chi perde. Speriamo che non perda l’Italia».