21 giugno 2024
Aggiornato 10:30
Federalismo

Confronto sul Federalismo tra il ministro Calderoli e il presidente Loiero

Calderoli: «Sono assolutamente recepibili cinque delle sei proposte avanzate dal presidente della Regione Calabria Agazio Loiero»

«Sono assolutamente recepibili cinque delle sei proposte avanzate dal presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. Per quanto riguarda, invece, la proposta in merito alla condivisione dei dati economici e finanziari, questa dovrà essere approfondita dettagliatamente rispetto ai conti. Per il resto, le richieste di Loiero saranno accolte nel testo del decreto legge che verrà illustrato domani». Lo ha dichiarato in conferenza stampa il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoni, dopo l’incontro privato, avvenuto stamani a Palazzo Alemanni, con il presidente Loiero.

«Mi è piaciuto - ha proseguito il ministro Calderoli - il discorso del Federalismo costituzionale evidenziato da Loiero rispetto ai diritti che devono comunque essere garantiti: l’intento, infatti, è di proseguire sulla strada di un federalismo fiscale costituzionale che garantisca diritti e dovere in tutto il Paese». Secondo Calderoni «non si deve fare dell’assistenzialismo, ma si deve garantire quelli che sono i diritti e i doveri previsti dalla Costituzione, attraverso dei meccanismi di responsabilizzazione e premiali della buona amministrazione, in modo che, finalmente, si riesca ad uscire da questa situazione di enorme difficoltà e che tutti possano avere una propria autonomia. Fermo restando la volontà da parte nostra di garantire tutti i diritti attraverso una perequazione totale».

«Sono molto contento - ha esordito il presidente Loiero - che il ministro Calderoli sia qui per sviluppare un confronto sereno su un problema complicato, mettendo da parte il pregiudizio di un Sud piagnone. Noi vogliamo rappresentare un Sud consapevole degli errori del passato. Un Sud che non vuole vivere di assistenzialismo e che è composto da giovani capaci che vogliono emergere. In questo senso, la Calabria, ma anche la altre regioni meridionali stanno compiendo grandi sforzi»
Loiero ha poi evidenziato i significativi passi compiuti dalla Regione Calabria (Por, Sua, Piano per il Lavoro, Piano Sanitario e questo sull’Istruzione), e dalle altre Regioni meridionali per giungere a una posizione unitaria con il resto del Pese, nonostante i dati economici del Mezzogiorno e in particolare della Calabria che stimano il Pil pro capite per il 2006 a 16.295 euro a fronte dei 32.010 euro della Regione Lombardia, la base imponibile Iperf al 42 per cento rispetto a quello della Lombardia; il tasso di disoccupazione al 14.4 rispetto alla media nazionale di 7.7.

«Il federalismo fiscale costituisce una profonda redistribuzione del potere di spesa tra Stato e istituzioni territoriali. Tuttavia – ha sottolineato Loiero - in un sistema economico e sociale duale, come quello del nostro Paese, tale redistribuzione se non è legata a un progetto credibile di sviluppo e non ne costituisce preziosa occasione, sarò inevitabilmente punitiva per i territori più poveri e accentuerà le differenze» Per il presidente Loiero «c’è il rischio concreto di una tripartizione del paese fra Nord, Centro e Sud. La situazione del Mezzogiorno, in particolare delle regioni dell'obiettivo 1, è agli atti della Comunità Europea». La parola d’ordine secondo il presidente Loiero deve essere per tutti «Federalismo per unire». «Si dia dunque vita a un grande patto per il Sud - ha detto Loiero che al termine della conferenza stampa ha consegnato al Ministro Calderoni il Por della Regione Calabria FSE 2007-2013, adottato con decisione dalla Commissione europea del dicembre dello scorso anno -. Le regioni del Mezzogiorno, con coraggio, con forte autocritica di se stesse e delle proprie classi dirigenti, segnino una grande svolta sul terreno dell'efficienza, della lotta agli sprechi, del rinnovamento amministrativo, del contenimento della spesa; al tempo stesso il Governo e il Parlamento lancino un vero e credibile progetto di sviluppo che parli di sicurezza, di legalità, di innovazione tecnologica e industriale, di rete di comunicazioni, di infrastrutture a livello europeo. Noi crediamo molto al valore politico e simbolico di questo viaggio in Calabria del Ministro Calderoni e siamo sempre più convinti che il Federalismo si può fare solo in presenza di un Patto per il Sud».

Queste le proposte del presidente Loiero:
1)Vi deve essere una piena condivisione di tutti i dati economici e finanziari. Conseguentemente è pregiudiziale, da parte del Governo, operare una verifica quantitativa degli effetti del meccanismo della perequazione alla capacità fiscale applicata su queste funzioni non fondamentali. Lo studio di tali effetti, operato finalmente con l'ausilio autorevole di strutture pubbliche, potrebbe confermare o indurre a ripensamenti e a correzioni del meccanismo che si vuole applicare.

2) Il fondo perequativo deve essere, come prevede la Costituzione, gestito dalla Stato. Deve avere carattere di piena trasparenza e certezza eliminando qualsiasi connotazione di carattere orizzontale, cioè di trattativa tra regioni. Deve essere finanziata direttamente dallo Stato sulla base di imposte erariali. Nel confermare la potestà legislativa esclusiva dello Stato si sottolinea come il modello di finanziamento di tipo verticale sia il più coerente con un sistema economico dualistico.

3) Il meccanismo proposto dal Governo per le funzioni essenziali (sanità, istruzione, assistenza) favorirebbe alcune Regioni (uno o due delle tre Regioni) con capacità fiscali superiori alla media, le quali otterrebbero entrate compartecipate che, con l'aggiunta delle entrate proprie, sarebbero superiori al volume delle spese necessarie per finanziare il costo «standard» delle prestazioni. La proposta della Regione Calabria è di riprendere l'indicazione della Conferenza delle Regioni che propone di individuare l'aliquota di compartecipazione al fondo in quella della regione più ricca, invece dell'aliquota media di tre regioni.

4) Per quanto concerne la normativa del progetto relativo alle funzioni diverse da quelle cosiddette essenziali, alcune ricerche e lavori effettuati in questi mesi (Corte dei Conti, Svimez, Regione Calabria, Issfra ecc.) ci permettono oggi di verificare gli effetti potenziali. Queste verifiche, seppure partono da dati di base che si riferiscono alla spesa storica e non ai costi standard, tuttavia indicano univocamente che l'applicazione del meccanismo della perequazione della capacità fiscale provocherebbe una diversa ridistribuzione interregionale della spesa nei settori agricoltura, turismo, attività produttive, cultura, commercio,ambiente, tutela del territorio, che rappresentano circa il 25-30% del bilancio di ogni regione: i trasferimenti si ridurrebbero al Sud con vantaggio delle regioni del centro nord. La Calabria è la regione più penalizzata: passa da un valore del 10,5 per cento dei trasferimenti al 3,9 per cento. Su tutto ciò si chiede un tavolo di verifica e di riflessione.

5) La fiscalità di vantaggio per favorire le attività produttive localizzate nelle regioni più povere è stato un tema sul quale la Regione Calabria si è sempre battuta. La sua riproposizione all'interno della proposta di governo può essere una opportunità per il Mezzogiorno. E' tuttavia necessario, per non dar luogo a promesse che poi si fa fatiche a rispettare, porre subito in atto tutte quelle iniziative tese a far rivedere alla Commissione Europea la sua posizione sulle politiche di coesione a favore delle regioni sottosviluppate. Data la estensione rilevante del territorio meridionale e le forti implicazioni, nel rapporto con tutta l'area del mediterraneo di una fiscalità di vantaggio bisogna essere assai prudenti nel creare illusioni e aspettative che potrebbero essere smentite dalle concrete decisioni europee.

6) L’attuale formulazione della norma applicativa del 5° comma dell'art. 119 della Costituzione non tiene realmente conto dei problemi della coesione sociale ed economica dei territori svantaggiati. Vi è una indistinta considerazione del territorio nazionale e non si mette a fuoco la questione del Mezzogiorno che, nel riflettere la realtà del nostro paese, resta il sostrato ideale e giuridico della norma costituzionale. Si richiede una integrale riscrittura del testo, con la previsione di strumenti e procedure che consentano un piano di investimenti pluriennali tesi a ridurre il dualismo Nord-Sud. Si tratta di fare del Sud una piattaforma logistica integrata nel cuore del Mediterraneo, di innovare il sistema delle imprese, di rendere la pubblica amministrazione nel mezzogiorno un elemento essenziale per la dinamica sociale ed economica.