23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Incontro con il segretario del PD

Ingrid Betancourt è arrivata in Italia

A due mesi dalla sua liberazione, Ingrid Betancourt è arrivata nella capitale, ospite della provincia di Roma

A due mesi dalla sua liberazione, Ingrid Betancourt è arrivata nella capitale, ospite della provincia di Roma e di una città che ha sempre portato nel cuore l’ex ostaggio delle Farc durante il periodo della prigionia. Accolta all’aeroporto con mazzi di fiori, la Betancourt ha ricevuto gli onori dovuti ad una personalità pubblica del suo calibro. Pur essendo in Italia per essere ricevuta in udienza privata da Papa Benedetto XVI, uno dei desideri espressi all’indomani della liberazione, l’ex candidata alla presidenza della Colombia trascorrerà i prossimi giorni in Italia dedicandosi all’opera di sostegno alla liberazione degli ostaggi delle Farc, suo primario interesse.

Dopo sei anni di prigionia Ingrid Betancourt ha infatti manifestato la volontà di dedicarsi a questa azione, dando voce a coloro che non possono esprimersi. «Ma non solo in Colombia» – ha detto in una conferenza stampa a Palazzo Valentini, sede della provincia di Roma, affiancata dal presidente Nicola Zingaretti – «Voglio mobilitarmi per altri Paesi, per tutti coloro che si trovano in condizioni di sofferenza e di sopruso e che non hanno appoggio.»

La Betancourt risponde così a chi le chiede di un suo ritorno alla politica attiva e di un’eventuale corsa alla presidenza della Colombia contro il presidente Uribe, colui che ha ottenuto la sua liberazione. Ma non si tratta di atto di riconoscenza verso il suo ex avversario né di un atto di disinteresse verso il proprio paese. Ingrid è ora consapevole di poter essere più utile in altri modi, cercando di coinvolgere la comunità internazione intorno alla sua attività. «Dopo quasi sette anni di prigionia, vittima dell'arbitrio e della violenza, le prospettive di vita cambiano. Le cose che sembravano più marginali diventano più importanti», ha detto in conferenza stampa, affermando di voler «creare una squadra umanitaria di persone che mi possono aiutare ad alleviare le sofferenze delle persone in condizioni di prigionia e non solo. Quello che voglio fare è restituire al mondo tutto l'amore che il mondo mi ha dato in tutti questi anni».

Volgendo il pensiero a coloro che hanno sostenuto la sua liberazione Ingrid ha rivolto un messaggio anche all’Italia. «Grazie all'Italia e agli italiani per l'appoggio dato a nostri prigionieri, per averci tenuti nei cuori, per non averci dimenticato. Il fatto di sapere che anche qui c'era gente che non si rassegnava ci ha aiutato a sperare. Parlare delle vittime del terrorismo serve a salvare le vite. E' stato un sogno essere a Roma con voi. Grazie per la fortuna di aver avuto l'appoggio dell'Italia e del mondo intero».

In mattinata la Betancourt si è detta «commossa» dopo l’incontro con il Pontefice, cui ha avuto occasione di raccontare ed approfondire l’esperienza spirituale del periodo di prigionia, in cui la fede a rappresentato un sostegno fondamentale per la donna. Ma in Ingrid rimane chiaro l’obiettivo la mente è sempre a chi è rimasto indietro, a chi non può esprimersi. E’ a loro che si rivolge Ingrid al termine dell’incontro con Papa Beedetto XVI. «Adesso il pensiero va ai miei compagni perché queste mie parole arriveranno in Colombia e poi nella selva colombiana. Non perdete la speranza perché presto anche voi potrete godere della libertà».

Nella giornata di ieri Ingrid Betancourt si è recata presso la comunità di Sant’Egidio in cui si è dedicata ad un momento di preghiera ed ha discusso del problema degli altri ostaggi in Colombia e dell’impegno della Comunità per risolvere il fenomeno.

Sempre ieri la Betancourt è stata ospite a cena di Walter Veltroni, segretario del PD. Al di là di ogni aspetto politico, il leader del PD ha accolto Ingrid in forma strettamente privata, per una cena dal sapore quasi familiare, a coronamento di quella che per Walter Veltroni è stata una battaglia importante durante il suo incarico da sindaco di Roma. Una sosta piacevole per Ingrid, dopo il lungo viaggio in aereo e la fitta serie di impegni che l’hanno portata nella capitale.