14 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Goletta dei Laghi presenta i dati del Lugano e del Varese

Critico lo stato di salute del lago di Varese

Luci e ombre sulle acque del Lugano

E’ una fotografia in chiaroscuro, fatta di situazioni in miglioramento e criticità persistenti, quella scattata dai tecnici di Legambiente sulle acque di balneazione del lago di Lugano, in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi. Realizzata con il contributo dei partner tecnici Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), la campagna itinerante di Legambiente per il monitoraggio delle acque lacustri è tornata anche quest’anno sul Ceresio, dove ha effettuato prelievi in cinque punti rappresentativi del lago, sia sulla sponda in provincia di Varese che lungo quella comasca. Due i prelievi in cui i tecnici della Goletta dei Laghi hanno riscontrato forme di inquinamento microbiologico di origine fecale: a Porto Ceresio (VA), sulla spiaggia di Lungolago Augusto, dove la presenza di coliformi fecali è 6 volte oltre la norma e a Campione d’Italia (CO), presso il lido comunale di piazza Galassi, dove questo valore supera invece di 3 volte i limiti di legge.

«Constatiamo un calo della presenza batterica nelle acque del Ceresio, lago che si era posizionato molto in basso nella classifica della precedente edizione della Goletta dei Laghi e che nella parte varesotta da ormai due anni non è più sottoposto ai campionamenti dell'Asl – afferma Katia Le Donne, portavoce della Goletta dei Laghi. Segnaliamo però l’aggravarsi dell’inquinamento microbiologico a Porto Ceresio e il persistere di criticità sui lidi di Campione d’Italia, luogo simbolo di come una maggiore omogeneizzazione dei criteri di tutela e  giudizio sia auspicabile nelle acque di confine. L’ecosistema lago non tiene conto delle frontiere politiche, su questa realtà dovrebbe fondarsi anche la tutela della salute pubblica. Sollecitiamo le Amministrazioni ad intraprendere politiche che possano favorire il ritorno alla balneabilità della sponda varesotta del Ceresio. Ribadiamo infine – conclude la portavoce – la necessità  di migliorare la depurazione delle acque reflue civili e l’obbligatorietà dell’esposizione dei cartelli di divieto di balneazione, non sempre facili da individuare sulle spiagge di questo lago».

E’ invece critico il bilancio delle analisi dei tecnici di Legambiente sul lago di Varese, dove risultano fuori dai limiti di legge tutti e tre i campioni analizzati, con valori dei coliformi fecali fino a 25 volte oltre la norma. Inserito per il primo anno nell’itinerario della Goletta dei Laghi, con questo passaggio Legambiente vuole ribadire come, sul Varese, l’impegno nella tutela delle acque deve essere parte di un più complesso piano di salvaguardia a beneficio di un bacino già riconosciuto come ZPS (Zona di Protezione Speciale) e SIC (Sito di Interesse Comunitario). Straordinaria fonte di biodiversità per l’intero territorio provinciale, ogni anno sono circa 170 le specie di uccelli che scelgono questa zona umida sia durante la stagione riproduttiva che per le soste migratorie o per lo svernamento, facendo del Varese un luogo fondamentale per garantire la continuità del corridoio naturale comprendente il sistema Ticino - Po, Prealpi e Alpi. Per questo motivo Legambiente, Lipu, insieme a Vas, Amici della Terra, Fai e Italia Nostra, hanno recentemente sottoscritto il «Patto per il Lago di Varese», nel quale sono contenuti una serie di obiettivi che vanno dalla salvaguardia della biodiversità, alla tutela del territorio, passando da proposte di turismo sostenibile ad una mobilità dolce. Grazie a questo accordo le associazioni ambientaliste intendono sensibilizzare i cittadini all'importanza di questo ambiente e alla possibilità di un diverso uso delle sue potenzialità ambientali, naturali e paesaggistiche, e sollecitare gli amministratori locali perchè sviluppino politiche virtuose e compatibili con l'ambiente lacustre.

«Non ci aspettavamo di trovare una situazione diversa da quella che emerge dalle analisi di Goletta dei Laghi -  dichiara Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia -. Quest'anno abbiamo voluto monitorare anche il lago di Varese, pur nella consapevolezza di trovare una situazione ancora ben lontana dagli standard previsti sia dalla normativa sulla balneabilità delle acque che dalla direttiva europea 2000/60. Occorre insistere affinchè anche il lago di Varese possa raggiungere nei prossimi anni il completo risanamento, attuando interventi strutturali sugli scarichi e sugli sfioratori a lago. In questo senso, il «Patto per il lago», può diventare  un utile strumento per salvaguardare una delle aree a più alto valore naturalistico della Lombardia».

Le analisi di Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro restituiscono un’istantanea sullo stato di salute delle acque in tempo reale e non vogliono in alcun modo sostituirsi alla valutazione di balneabilità delle Asl. Legambiente seleziona i punti di prelievo, anche in base alla presenza di bagnanti, tra le aree balneabili e zone di particolare criticità, quali immissari e scarichi.  Alla presentazione dei dati, che si è tenuta questa mattina a Varese presso la sede di Legambiente, sono intervenuti, fra gli altri, Katia Le Donne, portavoce Goletta dei Laghi; Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia, Dino De Simone, presidente del circolo di Legambiente Varese e Massimo Soldarini, responsabile del settore Volontariato della LIPU.

«Ancora una volta i dati istituzionali confermano che la Provincia di Varese presenta un forte inquinamento dei propri laghi – dichiara Massimo Soldarini, responsabile settore Volontariato LIPU -. I nostri bacini sono ecosistemi fragili ed unici, meritevoli della nostra attenzione e tutela. Se, oltre agli indici relativi alla balneabilità, raccogliessimo anche altri indicatori, ci accorgeremmo che in generale lo stato di salute dei nostri laghi non è buono. Dobbiamo quindi continuare a lavorare per migliorare la qualità delle acque, attraverso interventi ecocompatibili e di lungo periodo, consapevoli che il fine ultimo non è la balneabilità, ma il benessere degli abitanti locali, della fauna e della vegetazione del lago».