29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
Caso Saccà

RAI: Dichiarazione del Consigliere Carlo Rognoni

«Di fronte alla proposta di spostare Agostino Saccà da una direzione a un’altra equivalente alcuni consiglieri di centro destra insorgono»

«Il padrino chiama e i picciotti rispondono. Forse ho visto troppi film, ma non so come spiegarmi altrimenti le raffiche di falsità e le sparate di insulti di alcuni consiglieri all’indirizzo del Direttore Generale e del Presidente.

Di fronte alla proposta di spostare Agostino Saccà da una direzione a un’altra equivalente, per quella che può essere definita una acclarata incompatibilità ambientale, alcuni consiglieri di centro destra insorgono. Saccà, il direttore della fiction, il potenziale socio di Berlusconi in una nuova società di cui Urbani – guarda un po’ - si propose come presidente, è intoccabile. Pur di lasciarlo al suo posto, alla faccia del codice etico Rai e probabilmente anche del codice civile, continuano a far mancare il numero legale.

Poi per scaricarsi la coscienza, visto che sono già nel mirino della Corte dei conti per il caso Meocci, puntano il dito sul Presidente e vorrebbero imporgli il loro ordine del giorno. Inventandosi che ci sono temi più importanti. Come se la credibilità, la decenza e il decoro della Rai fossero «una ripicca personale» e non fossero invece il problema più importante da risolvere dopo la marea di fango sollevata dalle intercettazioni, con conseguente danno di immagine ricevuto dall’Azienda.

Mi sembra che a questo punto sia davvero diventata difficile la convivenza con alcuni di questi consiglieri: evidentemente c’è chi del fango vuole liberare la Rai al più presto e chi neppure lo vede».

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