28 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Sondaggio promosso dalla Confesercenti-Publica ReS sulla violenza giovanile

Violenza giovanile: «per il 75% degli italiani è in aumento»

Ed è il bullismo a dominare le nuove angosce delle famiglie italiane

Violenza giovanile? Un’emergenza continua. E’ quello che la stragrande maggioranza degli italiani ha segnalato ad un sondaggio promosso dalla Confesercenti-Publica ReS in riferimento agli episodi di violenza, disagio e teppismi che si susseguono come quello dei baby-vandali di una scuola di Roma. Dal sondaggio emerge che il 75% infatti considera in aumento la violenza giovanile mentre solo l’1% la ritiene in diminuzione.

Ed è il bullismo a dominare le nuove angosce delle famiglie italiane. Il 58% degli intervistati lo mette in cima alle manifestazioni più preoccupanti dell’aggressività dei giovani. Segue con il 46% quella dovuta a droghe ed alcol. Molto alta anche la percentuale di chi punta il dito contro la violenza sessuale (36%). Più distanziati il teppismo da stadio (20%) e le forme di fanatismo (16%).
Assai forte è anche la percentuale degli italiani che chiedono interventi urgenti: per il 30% del campione la violenza giovanile che segna spesso le cronache quotidiane e’ un problema nuovo ed occorre occuparsene senza indugi che si aggiunge a quel 63% che giudica il fenomeno presente da sempre mentre solo un 6% lo considera un falso problema generato dai mezzi di comunicazione.

Del resto violenza e droghe sono motivi di forte allarme anche fra i giovani come ha documentato un’indagine recente della Confesercenti secondo la quale la percezione della violenza a scuola è salita di ben otto punti (dal 23% al 31%) rispetto alle risposte di quattro anni prima. Il 34% di quegli stessi giovani intervistati denuncia che la penetrazione nelle scuole delle droghe è il reato più diffuso. Particolare inquietante di quell’indagine: risulta in forte crescita il numero di «spacciatori» che entrano nelle scuole (dal 23% della prima rilevazione al 40%).
Ma quanti sono i reati commessi dai minori? Da una ricognizione compiuta dalla Confesercenti sugli ultimi dati disponibili ogni anno quei reati sono circa 40 mila di cui 10 mila riguardano lesioni personali, atti di vandalismo e danni vari. Ed è proprio questa casistica ad essere nettamente in aumento rispetto al reato di furto che invece cala pur rimanendo quantitativamente prevalente.
Compiendo una lettura più approfondita di questi dati si giunge a questa distinzione: i giovani immigrati, il 30% del totale dei giovani coinvolti in reati, sono perseguiti soprattutto per quelli che colpiscono il patrimonio, i giovani italiani per gli altri tipi di reati (lesioni, vandalismo, danni vari). E colpisce il fatto che il 15% dei ragazzi che si rendono responsabili di un reato ha meno di 14 anni.
Questo scenario secondo la Confesercenti esige una presa di coscienza collettiva del pericoloso livello raggiunto dal fenomeno. Severità e valori in cui credere debbono essere i punti centrali della strategia del Governo che sappia ridare ai giovani prospettive ideali e pratiche positive.