16 ottobre 2021
Aggiornato 11:30
Blitz di Legambiente a Peschiera del Garda

Goletta dei Laghi: stop alla cementificazione selvaggia del Garda

Dagli anni ’80 ad oggi, è lunga la lista delle aggressioni selvagge compiute lungo le sponde del lago del Garda che, da Sirmione a Peschiera, passando per Desenzano e Toscolano Maderno

Stop alla cementificazione selvaggia sulle rive del Garda: è questo il deciso appello lanciato in occasione della conferenza stampa congiunta di Legambiente Lombardia e Legambiente Veneto che si è svolta questa mattina a Desenzano del Garda per ribadire il fermo no alle colate di cemento e alla speculazione edilizia che stanno stravolgendo le coste del principale lago italiano, oggetto in questi giorni del monitoraggio della Goletta dei Laghi.

Dagli anni ’80 ad oggi, è lunga la lista delle aggressioni selvagge compiute lungo le sponde del lago del Garda che, da Sirmione a Peschiera, passando per Desenzano e Toscolano Maderno, sono ormai ridotte ad un interminabile susseguirsi di grandi e piccoli ecomostri, interrotto solo in pochi tratti dove era impossibile accedere per sfruttare il terreno. Un paesaggio di complessi residenziali e turistici, fatti di microappartamenti in falso stile locale, nati grazie a piani regolatori estremamente permissivi.

Nel corso della mattinata un gruppo di attivisti di Legambiente ha inoltre dato vita ad un blitz sulla sponda veneta del Garda: teatro della protesta sono stati i due megacomplessi turistici sorti a Sermana, entrambi già posti sotto sequestro dal Tribunale di Verona. Davanti all’ingresso del «Borghi di Garda Resort Village», gli ambientalisti hanno srotolato uno striscione sul quale campeggiava lo slogan «Giù le mani dalla costa» per riaffermare come sia necessario fare piena luce sulla lottizzazione abusiva che ha portato alla costruzione di oltre 600 unità abitative in un’area non destinata all’edificazione urbanistica. Secondo la magistratura veronese, che lo scorso 4 marzo ha disposto il sequestro preventivo del resort, la società bresciana «Sermana Srl» avrebbe infatti mutato il progetto originario a destinazione d’uso alberghiero, parcellizzando il complesso immobiliare e capitalizzando così circa 110 milioni di euro attraverso la vendita di singoli appartamenti ad acquirenti italiani e stranieri.

 «Sfugge ancora ai più l’effettiva dimensione del fenomeno della cementificazione selvaggia sul Garda e i problemi che potranno derivare in futuro da questa sconsiderata gestione del territorio – afferma Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona – E' oggettivamente mistificatorio parlare di sviluppo sostenibile nei piani locali: fino a quando saranno i comuni i veri e unici attori della pianificazione territoriale nella nostra regione non vi sarà alcuna possibilità di evitare questi fenomeni di abusivismo. Sul Garda – continua Albi – è necessaria una pianificazione sovraordinata interregionale, un piano territoriale che consideri olisticamente le complessità dell'intero ecosistema lago, perchè ci si avvii davvero verso forme di sviluppo sostenibile del territorio e di miglioramento della qualità complessiva dell'abitare e del vivere».

Scriveva Legambiente nel 1990 parlando del lago di Garda: «L’incontrollata pressione turistica è un fattore irreversibile di distruzione dell’ambiente a causa della spinta crescente alla cementificazione delle rive e dell’apporto significativo di carichi inquinanti al lago. E’ quindi necessario impedire qualsiasi ulteriore espansione edilizia, promuovendo un turismo più rispettoso dell’ambiente, basato sui parchi naturali, sull’agriturismo, sull’offerta culturale, ……».

«Monitorare il consumo di suolo anche sul lago di Garda è ormai una priorità – dichiara Barbara Meggetto, direttore di Legambiente Lombardia -  Negli ultimi anni, la provincia di Brescia ha consumato circa 930 ettari di suolo all'anno: il dato più alto in assoluto della Lombardia. Di fronte ad una simile richiesta, diventa determinante conoscere i numeri dell’intensa attività edificatoria sul lago affinché possa essere introdotto un nuovo modello di pianificazione territoriale meno invasivo e disordinato che concorra a limitare l'espansione urbanistica ipotizzata nei nuovi Piani di Governo del Territorio di molti Comuni. Sul versante del turismo invece, è indispensabile invertire la rotta rispetto all’alta capacità ricettiva e progettare un sistema turistico basato su alberghi diffusi e strutture di medie e piccole dimensioni. E’ questa la vera sfida per il futuro del turismo gardesano.»

Sono trascorsi quindici anni e su tutte le coste del lago continua invece la cementificazione del territorio ad opera di una edificazione senza freni aiutata anche oggi da leggi urbanistiche regionali che sembra abbiano come unico scopo la liberalizzazione ulteriore del settore. Così tranne forse qualche amministrazione «virtuosa», il numero delle seconde case aumenta esageratamente, trascinando con sé problemi legati alla viabilità, all’inquinamento dell'aria e delle acque (basti pensare che tutto il basso lago utilizza un collettore, il Garda Uno che ha una portata limitata e non è dimensionato all'incremento di popolazione previsto da tutti questi piani urbanistici). Secondo le stime di Legambiente in alcuni piccoli comuni del Garda la percentuale di seconde case arriva a toccare il 60% del patrimonio immobiliare contro il 20% della media italiana, con circa la metà delle abitazioni occupata pochi giorni o settimane all'anno.

Nel corso della conferenza stampa congiunta di Legambiente Veneto e Legambiente Lombardia che si è tenuta questa mattina presso il Palazzo del Turismo di Desenzano del Garda sono intervenuti, fra gli altri, Lorenzo Albi, presidente Legambiente Verona; Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia, Luca Rinaldi, soprintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Brescia Mantova e Cremona, Emanuele Crosatto, presidente del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche, Edoardo Nolo, presidente del circolo Legambiente Terre del Garda di Lazise. All’incontro era inoltre presente l’equipaggio della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio delle acque di balneazione lacustri che fa tappa fino al 28 luglio sul Garda.