16 ottobre 2021
Aggiornato 11:00
Proseguire verso l’integrazione europea attraverso un'azione politica delle istituzioni coinvolte

Frattini presenta le linee programmatiche del Ministero degli Esteri

Condividere le priorità per il semestre di presidenza francese auspicate da Nicolas Sarkozy, conservare la presenza italiana in Afghanistan, ripristinare le relazioni diplomatiche con la Serbia

Il 2 e il 23 luglio davanti alle Commissioni esteri di Camera e Senato il Ministro  Franco Frattini ha illustrato le linee programmatiche del dicastero degli Esteri.

Queste in sintesi le questioni  trattate:

Integrazione europea. Al centro delle linee di politica estera del Governo l’integrazione europea: le priorità illustrate dal Presidente di turno dell’Unione Europea Nicolas Sarkozy vanno condivise, ha sottolineato Frattini, così come è da auspicare che la crisi aperta dal referendum irlandese possa ricomporsi prima delle elezioni europee e che l’Unione possa  proseguire nelle sue politiche, dando risposte concrete alle richieste dei cittadini.

Per quanto riguarda l’ingresso della Turchia nell’Unione, il Ministro degli Esteri si dichiara favorevole alla prosecuzione dei negoziati. A dicembre si terrà infatti una conferenza di adesione della Turchia per l'apertura di due capitoli negoziali con l'Unione Europea e Frattini auspica che il Presidente di turno del semestre Ue, Sarkozy, dia un segnale politico e apra uno o due capitoli di  trattative durante il suo semestre.

Impegni internazionali dell’Italia. »Credo che nella politica estera l'Italia possa dare un segnale positivo», ha dichiarato Frattini, «dando un valore aggiunto all'intera comunità internazionale attraverso il suo ruolo di ponte geografico e politico tra i diversi Paesi e in merito a dossier cruciali».

 Tra le priorità enunciate, la ripresa delle relazioni internazionali con la Serbia, interrotte dopo il riconoscimento da parte italiana dell’indipendenza del Kosovo.

I paesi balcanici come la Serbia  «hanno una vocazione europea» che «non dobbiamo mortificare», ha dichiarato Frattini informando la Commissione di un colloquio avuto il 22 luglio a Bruxelles con il ministro degli esteri serbo per riallacciare i rapporti internazionali.

L’Italia inoltre continuerà a mantenere la sua presenza sia militare sia politica in Afghanistan. «Oltre al nostro diplomatico Gentilini che ha preso servizio nei giorni scorsi - ha dichiarato il capo della Farnesina-, «annuncio che c’è una candidatura italiana autorevole per il rappresentante dell’Ue per l’Afghanistan, l’attuale ambasciatore Sequi».

Per quanto riguarda invece i rapporti con l’Iran, il Ministro ribadisce la linea di fermezza condivisa con Francia, Germania e Gran Bretagna per arrivare, prima della fine dell’estate, ad applicare le sanzioni Ue sull'attività di arricchimento dell’uranio a scopi anche militari. «Abbiamo pensato - ha spiegato Frattini in audizione - che fosse arrivato il momento di dare applicazione piena alla risoluzione 1803 nei confronti dell’Iran».

Iniziative legislative. Quanto alle iniziative legislative che il Ministero degli esteri intende intraprendere, Frattini si sofferma sulla riforma della legge riguardante la cooperazione allo sviluppo, che va intesa come uno strumento essenziale della politica estera. «La cooperazione non e' un modo di dare un assegno in bianco, ma e' un modo di aiutare secondo priorità di politica estera. Credo che la cooperazione bilaterale – ha concluso- vada rilanciata fortemente». «È in gioco l'interesse del sistema-paese».