16 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
La sentenza su Eluana Englaro

Vizzini: «Nel caso Eluana la Cassazione ha invaso i poteri del Parlamento»

«Carenza, nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, di una organica disciplina normativa destinata espressamente a regolamentare la materia della interruzione volontaria della vita»

La sentenza su Eluana Englaro rappresenta un caso di invasione di poteri di un organismo di giurisdizione rispetto al Parlamento. Lo ha affermato il senatore del Pdl Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, dove da oggi la questione passerà all’esame per decidere se sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, innanzi alla Corte Costituzionale.

«Emerge con evidenza», afferma in una nota il presidente Vizzini, che e’ anche relatore di una mozione sottoscritta dal Pdl, «la carenza, nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, di una organica disciplina normativa destinata espressamente a regolamentare la materia della interruzione volontaria della vita. Ciò si ricava, in effetti, proprio alla stregua delle norme richiamate dalla Corte di Cassazione nella motivazione della sentenza, posto che in nessuna delle stesse e’ dato riscontrare la ricorrenza di alcuna norma utile a definire una fattispecie identica o analoga a quella in esame».

Anche la stessa Corte di Cassazione dunque, ha aggiunto Vizzini, «ha riconosciuto la mancanza di una base giuridica di diritto positivo per la regolamentazione della materia. Sotto tale profilo sembra emergere una ipotesi di conflitto fra l’esercizio della funzione giurisdizionale, costituzionalmente attribuita alla magistratura, e l’esercizio della funzione legislativa, attribuita in via esclusiva al Parlamento. Il Potere giudiziario sembra essersi pertanto sostituito materialmente al Potere legislativo, al quale solo spetta la funzione di produzione delle norme». La sentenza della Corte di Cassazione sembra configurasi, insomma, «come atto sostanzialmente legislativo, innovativo dell’ordinamento normativo vigente, adottato per via giudiziaria dal Giudice di legittimità al quale compete, invece, esclusivamente la verifica della corretta applicazione del diritto vigente da parte dei giudici di merito». Il senatore Vizzini ha concluso manifestando il «massimo rispetto» per la Corte costituzionale alla quale «spetterà di definire i confini della discrezionalità ermeneutica del giudice, identificando, con particolare riferimento alla materia in esame, il limite oltre il quale tale potere, comunque costituzionalmente garantito, finisca per ledere l’altrettanto costituzionalmente previsto libero esercizio della funzione legislativa, invece conferito al Parlamento».