la casa del futuro

Domotica e IoT, benvenuti a Casa Jasmina

Nell'era della domotica e dell'Internet of Thigs un'esperimento, un incubatore innovativo dove testare come l'uomo interagisce in un ambiente domestico con oggetti connessi e open source

TORINO - Metti insieme l’open source, il dilagare smodato dell’Internet of Things, elettrodomestici connessi che dialogano tra di loro, tutta l’esperienza di Arduino e arredi che arrivano dritti dritti dal FabLab. Risultato? Casa Jasmina.

Cos’è Casa Jasmina
In un’ambiente dove regna sovrana la connessione tra le cose e le persone il progetto Casa Jasmina si pone l’obiettivo di sperimentare realmente come le «cose connesse», in questo caso la domotica, possono interagire con le persone in un’era dove la connessione ad Internet è diventata pressoché indispensabile. Un vero e proprio incubatore di idee per capire come sarà la casa del futuro e come l’uomo è in grado di interagire con essa, il tutto in un’ottica puramente open source. Le componenti di arredo saranno fabbricate localmente e connesse con hardware e software, anche questi open source.

L’idea di Jasmina
Ospitata in una delle fabbriche abbandonate di via Egeo, a Torino, dove sorge Toolbox, casa Jasmina è anche il regno di Jasmina Tesanovic, attivista, femminista, giornalista, co-fondatrice del progetto insieme allo scrittore texano Bruce Sterling e Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino. «Cosa significa essere connessi? A chi? A che cosa?». Sono queste le domande che abbiamo fatto a Jasmina, con la lente d’ingrandimento puntata soprattutto sulle donne, ancora troppo poche nell’ambito delle nuove tecnologie.