al museo d'arte orientale di torino

«La Città proibita», viaggio virtuale nel potere imperiale di Pechino

L’intero percorso multimediale è stato realizzato da LD Multimedia, una startup torinese specializzata nella realizzazione di scenari per la realtà virtuale. L’esperienza di virtual reality è al prima tappa di un progetto più ampio che vede i musei della Fondazione impegnati a promuovere l’arte attraverso l’uso di soluzioni avanzate, avvicinando i visitatori del museo alla

TORINO - Arte e innovazione si uniscono al Museo d’Arte Orientale di Torino dando vita a un percorso virtuale all’interno della Città Probita. Nella speciale Virtual Room allestita nel Salone Mazzonis al primo piano del museo, i visitatori potranno fare un viaggio spazio/temporale nella «purpurea Città Proibita» di Pechino, quella che fu la sede effettiva e simbolica del potere imperiale delle dinastie Ming e Qing, capolavoro architettonico e monumento simbolo della Cina. L’intero percorso multimediale è stato realizzato da LD Multimedia, una startup torinese specializzata nella realizzazione di scenari per la realtà virtuale. L’azienda, peraltro, produce in Italia un visore in cartone e una pedana di contenimento per la realtà virtuale, ideale per visualizzazione di scenari in fiera.

L’esperienza della Città Proibita
Basta indossare un paio di quelli che a prima vista chiamiamo «occhiali», ma che in realtà vengono detti in gergo «Oculus Rift». E subito ci si trova immersi in quella che è a tutti gli effetti una realtà virtuale. Davanti ai nostri occhi la «purpurea Città Proibita» di Pechino, con tanto di guardie che, al nostro passaggio, muovono gli occhi, quasi a indicarci il percorso da compiere. Si salgono le gradinate, ci si guarda intorno: meraviglioso l’effetto 3D delle farfalle che svolazzano davanti al nostro naso. Quando si entra di fatto nella Città Proibita è stupefacente l’impatto dell’architettura del tempo, realizzata virtualmente nel più minimo dettaglio. L’esperienza è da capogiro, e non è soltanto un modo di dire, perché, come ci spiega Luca Licata, è possibile che l’utente ne rimanga talmente colpito da perdere le vertigini: «Consigliamo di non sottoporre a questa realtà virtuale bambini troppo piccoli - ci dice Luca di LD Multimedia -. Molte persone infatti non riescono a scindere la realtà virtuale da quella reale e hanno difficoltà nei movimenti. In ogni caso l’esperienza è mozzafiato e grazie ai nostri visori in cartone i visitatori potranno farla vivere anche ai loro famigliari, una volta tornati a casa».

Anche Borgo Medievale e Gam
Il progetto innovativo tra la Fondazione Torino Musei e LD Multimedia - dopo l’esperienza al MAO fino al 28 marzo 2016 - continuerà a tarda primavera al Borgo Medievale, con una ricostruzione storica dei vecchi mestieri del tempo. Un’anteprima internazionale con la soggettiva stereoscopica 360° in movimento, grazie a un nuovo set-up di ripresa, unico al mondo, ideato da LD Multimedia. L’esperienza di virtual reality è al prima tappa di un progetto più ampio che vede i musei della Fondazione impegnati a promuovere l’arte attraverso l’uso di soluzioni avanzate, avvicinando i visitatori del museo alla tecnologia e viceversa.