18 novembre 2019
Aggiornato 02:30
sicurezza

Tecnologia e innovazione: le sfide della cybersecurity in Italia

Uno degli aspetti fondamentali quando si parla di sicurezza cibernetica è strutturare un’efficace collaborazione tra pubblico e privato

Tecnologia e innovazione: le sfide della cybersecurity in Italia
Tecnologia e innovazione: le sfide della cybersecurity in Italia Shutterstock

ROMA – La crescente e inarrestabile digitalizzazione dei processi industriali sta apportando indubbi vantaggi ai sistemi produttivi, ma reca con sé sfide e potenziali rischi che le aziende devono affrontare quotidianamente.

Uno degli aspetti fondamentali quando si parla di sicurezza cibernetica, tanto più quando si tratta di infrastrutture che garantiscono servizi essenziali come l’erogazione dell’energia elettrica è strutturare un’efficace collaborazione tra pubblico e privato. «Lavorare con le istituzioni è importantissimo - ha sottolineato l’ad di Terna, Luigi Ferraris -. Solo per dare una dimensione parziale del problema, ogni giorno riceviamo circa 100mila email e, di queste, circa l’80% sono missive di phishing o contenenti file malevoli. Nessuno può difendersi da solo».

Un altro fronte sul quale non si potrà abbassare la guardia è, secondo il manager, la gestione del dato. «I dati, lo sappiamo, sono la ricchezza della nuova era digitale. Sfruttandoli a dovere e condividendoli si possono raggiungere altissimi livelli di efficienza interna alle aziende, ma anche verso l’esterno, offrendo servizi sempre migliori e a misura di cliente». Esiste però, anche un rovescio della medaglia. «Queste informazioni, però - ha ricordato Ferraris - vanno adeguatamente protette per assicurare da un lato la business continuity e, dall’altro, la privacy dei cittadini».

Per governare questi cambiamenti, ha rilevato Ruffinoni, ceo della branch italiana di Ntt Data, esistono delle best practice dalle quali trarre esempio. Una di queste, è propria quella nipponica. «Il Giappone, in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020, si è posto l’obiettivo di rendere i Giochi i più tecnologici e, al tempo stesso, i più sicuri di sempre. E lo raggiungerà grazie ad un’attenta programmazione». Nel Paese del Sol levante, ha detto ancora, «assisteremo all’utilizzo pratico di tecnologie come la realtà aumentata, gli ologrammi, i veicoli a guida autonoma. Sembra fantascienza, ma è già presente». Tuttavia, a fare da collante a tutto ciò, ha evidenziato Ruffinoni, ci sarà la cyber security. «Le nostre città saranno cambiate dall’introduzione di oggetti connessi, i cosiddetti device ‘smart’. Ma non dobbiamo mai dimenticare che per ogni elemento ‘intelligente’ si creano una o più vulnerabilità».

Vulnerabilità che, ha aggiunto il manager, sono pronte per essere sfruttate da cyber criminali, siano essi cani sciolti, organizzati in bande, o al servizio di Stati. «Siamo in guerra e i dati sono al centro di questo conflitto. Ogni giorno vengono rubati circa 3 milioni e mezzo di dati, ogni 12 secondi un cittadino subisce un attacco, il costo della cyber war è stato lo scorso anno di 445 milioni di dollari ed è destinato a diventare di 6mila milioni di dollari nel 2021, 400 tra le 500 più grandi aziende nel mondo hanno subito un attacco nel 2015, e 99 giorni è il tempo medio per riconoscere di essere stati attaccati». Cosa fare dunque? «La chiave è comprendere che quello che abbiamo di fronte è un problema che riguarda tutti. Aziende, ma anche istituzioni e privati cittadini. Le imprese devono comprendere che nascondere le violazioni è controproducente, i Paesi devono imparare a condividere informazioni e gli utenti devono responsabilizzarsi. Serve l’impegno pieno e costante di tutti. Senza fare sistema - ha concluso Ruffinoni - non si andrà da nessuna parte».