24 gennaio 2020
Aggiornato 05:00
Innovazione

Industria 4.0, alla Bonfiglioli di Bologna il primo corso agli operai sulle tecnologie

E' il primo modello in Italia di re-trading: un vero e proprio programma di riqualificazione per chi già lavora, in modo da affrontare al meglio la trasformazione digitale

Industria 4.0, alla Bonfiglioli di Bologna il primo corso agli operai sulle tecnologie
Industria 4.0, alla Bonfiglioli di Bologna il primo corso agli operai sulle tecnologie Shutterstock

BOLOGNA - Quando parliamo di Industria 4.0 non possiamo pensare solo a un’innovazione di processo, dove macchinari e tecnologie si connettono per un nuovo sviluppo industriale. La trasformazione digitale porta con sé anche una rivoluzione umanistica, legata allo sviluppo di nuove competenze da parte dei lavoratori. Un processo di trading necessario se non vogliamo che l’automazione sostituisca in toto il lavoro dell’uomo. Il ministero dello Sviluppo Economico ha messo sul piatto ben 60 milioni di euro per facilitare lo sviluppo delle competenze tecnologiche in ambito Industria 4.0, attraverso la realizzazione sul territorio di 5-6 Competence Center, centri di eccellenza che dovrebbero prendere per mano per imprese italiane e condurle alla digitalizzazione. Non solo formazione per i giovani quindi, ma anche per chi dentro il mercato del lavoro c’è già e rischia, con la digitalizzazione, di essere estromesso.

Il programma di riqualificazione della Bonfiglioli
Mentre si attende che il Governo dia il via libera al decreto attuativo per la realizzazione dei Competence Center, le aziende italiane non si sono fatte attendere. Oggi, infatti, prevede ufficialmente il via il primo modello in Italia di re-trading: un vero e proprio programma di riqualificazione per chi già lavora, in modo da rendere più agibile il cambiamento di competenze dettato dalla trasformazione digitale. Il modello si chiama «Bonfiglioli Digital Re-training» ed è stato creato (e sarà attuato) da una delle più importanti aziende della meccatronica italiana, la Bonfiglioli di Calderara, in provincia di Bologna, con il supporto di Porsche Consulting e con la collaborazione della Regione Emilia Romagna e della Fiom.

Insegnare le nuove tecnologie
Il progetto coinvolgerà inizialmente 15 dipendenti Bonfiglioli dello stabilimento Evo, per poi estendersi nei prossimi mesi a tutta l’azienda. I lavoratori seguiranno, così, uno specifico piano formativo che sarà erogato nel nuovo programma di riqualificazione per il quale Bonfiglioli ha messo sul piatto ben 130 milioni di euro. Ed è così che al colosso della meccanica da 900 milioni di fatturato proveranno a insegnare la cooperazione uomo-robot, la realtà aumentata, gli smart glasses, la stampa 3D e tutte quelle discipline che permetteranno agli operai di restare al passo con i tempi. Del resto, l’Italia è una delle nazioni che sta vendendo più robot industriali a livello mondiale. Tanto da raggiungere una quota di mercato pari al 2,6% a livello globale, seconda in Europa solo alla Germania, che ha una quota del 7,9%, e battendo la Francia, al terzo posto con l'1,2%. In particolare, in Italia le vendite hanno raggiunto un record di 6.700 unità nel 2015, con una crescita del 7% che ha compensato il calo del triennio 2010-2013. Da qui al 2019 sono previsti numeri record con un balzo delle vendite a 9.000 unità (+34%).

Mappare le nuove qualifiche
Il programma di formazione interna, che interviene in misura preventiva affinché il lavoratore di oggi non diventi un esubero domano, avrà l’obiettivo - inoltre - di mappare le nuove qualifiche necessarie per la digitalizzazione industriale. Mappatura che sarà poi condivisa con la Regione Emilia Romagna e con tutte le aziende del territorio al fine di definire tutte quelle competenze e qualifiche da introdurre nel sistema formativo regionale. «La sfida dell’Industria 4.0 dev’essere vissuta non con paura ma come una grande opportunità che può migliorare le condizioni di lavoro – spiega Sonia Bonfiglioli, presidente dell’azienda di famiglia –. Non solo per i giovani che si approcciano al mondo del lavoro ma anche, anzi soprattutto, per chi ne fa già parte».

Il bonus fiscale sulla formazione
All’azienda Bonfiglioli, però, potrebbero fare seguito molte altre, soprattutto se il Governo deciderà di attuare (si spera) uno scherma di incentivi, che dovrebbe confluire nella prossima legge di bilancio e spingere le aziende a realizzare programmi di formazione del capitale umano. Nella pratica dei fatti dovrebbe trattarsi di un bonus fiscale sulla formazione nella forma di un credito d’imposta per spese legate alla digitalizzazione dei processi produttivi, nella misura del 50% fino a 20 milioni di euro. Un tema importante quello del Lavoro 4.0, soprattutto alla luce delle statistiche che vorrebbero la perdita di milioni di posti di lavoro, in seguito all’automazione dei processi industriali e produttivi. In questo senso, la problematica potrebbe essere, infatti, contrastata con la formazione continua dei dipendenti.