22 gennaio 2022
Aggiornato 03:00
economia

Dai camerini virtuali alla realtà aumentata: è il negozio del futuro

Le nuove tecnologie permettono interazioni digitali nello store fisico e lo smartphone è, in molti casi, lo strumento principale che consente la fusione omni-canale dell’esperienza d’acquisto

MILANO - Altroché avvezzi alle tecnologie: ormai ne fagocitiamo di ogni tipo; cerchiamo schermi touch screen nelle farmacie, nei negozi di abbigliamento, al supermercato. Siamo talmente abituati all’economia «on demand» che ogni cosa, dalle informazioni al bricco di latte, deve essere facilmente accessibile e, soprattutto, dobbiamo poterci interagire. Tra online e offline non c’è più tanta differenza, o meglio: non vogliamo che ci sia. «I consumatori decidono di fare acquisti nel punto vendita tradizionale perché vogliono vivere una customer experience sensoriale che gli consente di provare i prodotti e confrontarsi con un commesso che li guida nello shopping», mi racconta Alessandro Sisti (Marketing Futurist & Docente Universitario Luiss Business School, Iulm, Università Cattolica, Sole24ore), autore del volume «Digital Transformation War: retailer tradizionali vs giganti del’ecommerce e big data» che sarà presentato in anteprima il 14 giugno alla Social Media Week di Milano.

Negozio online e offline sono la stessa cosa
Il processo di digitalizzazione del punto vendita consente quindi di unire i benefici dell’esperienza fisica con quella tipica dello shopping online. Le nuove tecnologie permettono interazioni digitali nello store fisico e lo smartphone è, in molti casi, lo strumento principale che consente la fusione omni-canale dell’esperienza d’acquisto. Come?

Digital walls: le vetrine diventano multimediali e personalizzabili nella visualizzazione dei prodotti, a seconda del profilo del consumatore riconosciuto e localizzato grazie ad antenne bluetooth che rilevano gli smartphone di fronte alla vetrina. All’interno dello store, touch-screen e installazioni multimediali consentono l’interazione con il cliente, che arricchisce l’esperienza di acquisto con informazioni, video e consigli di abbinamento prodotti.

Beacon marketing: sistemi di interazione contestuale tramite localizzazione con tecnologia Bluetooth, concorrente dello standard NFC. La tecnologia utilizzata è quella di segnali a bassa frequenza Bluetooth Smart che consentono di trasferire dati a device localizzati, risparmiando energia di trasmissione. Un punto vendita che utilizza antenne di trasmissione Beacon può inviare direttamente sull’applicazione del cliente un messaggio di benvenuto, una promozione specifi ca quando il consumatore si trova di fronte allo scaffale, informazioni sugli specifi ci prodotti disponibili in quel momento, con dati testuali e multimediali.

Virtual e augmented reality: VR e AR consentono di digitalizzare l’esperienza del consumatore su punto vendita. Nella VR il cliente è immerso in una realtà a tre dimensioni, ed interagisce con un visore tridimensionale. Nella AR, immagini in sovraimpressione sono visualizzate sugli oggetti ed i prodotti del punto vendita, consentendo di arricchire le informazioni e la complessiva esperienza visiva del cliente.

Camerini virtuali: interagendo con un touch screen il consumatore sfoglia il catalogo dei prodotti disponibili nel negozio. Rilevatori di movimento con tecnologie Microsoft Kinect, per intenderci quelle utilizzate dalla consolle di gioco di MS, individuano la posizione del consumatore. Foto di prodotti renderizzate in tre dimensioni, vengono visualizzate in sovraimpressione sull’immagine ripresa tramite una telecamera e riprodotta sul touch screen. In questo modo il consumatore può provare più prodotti senza uscire dal camerino, ricevendo anche suggerimenti di acquisto e abbinamenti in base al look prescelto.

Queste tecnologie ci sono già nella realtà
Uno scenario futuristico? Non esattamente. Nel caso vi troviate a passeggiare tra le vie del centro di Milano senza una precisa meta, vi consigliamo di fare una capatina nel negozio di OVS di via Dante, i consumatori possono provare gli abiti nella Magic Room, un camerino completamente digitalizzato. La Magic Room consente infatti prove virtuali dei prodotti, consiglia abbinamenti sulla base di un motore di raccomandazione che analizza i comportamenti di acquisto sul sito di OVS, permette di prenotare il ritiro del prodotto su altro punto vendita (reserve-to-collect), o di chiamare un assistente per farsi portare un abito in sostituzione. Ma il vero guru da cui prendere spunto resta sempre Bezos, il fondatore di Amazon: «L’approccio all’innovazione di Bezos ha un pattern ben riconoscibile, che caratterizza ogni implementazione tecnologica dell’azienda americana. Viene individuato un bisogno o un aspettativa del consumatore, spesso ancora in una fase latente, vista l’assenza completa di offerta sul mercato di una specifi ca soluzione - racconta Alessandro Sisti -. Il team di Ricerca e Sviluppo di Amazon deposita uno o più brevetti che fanno capire al mercato che l’azienda sta lavorando per rivoluzionare la customer experience dei suoi utenti. Si parte successivamente in Beta Testing interno della soluzione, con un grande lavoro di marketing per affascinare e interessare il mercato ed i potenziali successivi acquirenti della tecnologia».