22 agosto 2019
Aggiornato 20:00
team trasformazione digitale

Cosa dice il Piano Triennale per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione

Per la prima volta nella storia del nostro Paese si definisce il modello di riferimento per lo sviluppo dell’informatica pubblica italiana. Che coinvolge tutti, nessuno escluso. Un modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA

Cosa dice il Piano Triennale per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione
Cosa dice il Piano Triennale per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione Shutterstock

ROMA - La crescita digitale è l’unica strada percorribile per lo sviluppo e il rilancio di un’economia intelligente, sostenibile e solidale dell’Europa, finalizzato a conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. E la crescita di un Paese digitale non può prescindere da una rivoluzione della Pubblica Amministrazione, coinvolta praticamente in tutti i segmenti della nostra economia. Ed è per questo che oggi è stato approvato dal Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni il  Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019, realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal Team per la Trasformazione Digitale.

Il Piano Triennale
Per la prima volta nella storia del nostro Paese si definisce il modello di riferimento per lo sviluppo dell’informatica pubblica italiana. Che coinvolge tutti, nessuno escluso. Un modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA, con tutte le azioni da perseguire e la definizione dei fabbisogni finanziari, al fine di  indirizzare gli investimenti in ICT del settore pubblico secondo le linee guida del Governo e in coerenza con gli obiettivi e i programmi europei.

Open source e collaborazione
Di fatto il piano propone un modello sistemico, diffuso e condiviso, di gestione e di utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, improntato a uno stile di management agile ed evolutivo, e basato su una chiara governance dei diversi livelli della Pubblica amministrazione. La sinergia e l’equilibrio tra le tre direttrici (tecnologie innovative, stile di management agile e modello di governance chiaro ed efficace) garantisce al sistema Paese un più efficace sfruttamento dei benefici delle nuove tecnologie e assicura ai cittadini un vantaggio in termini di semplicità di accesso e miglioramento dei servizi digitali esistenti. «Open source e collaborazione diventano il nuovo paradigma. Un piano tecnologico non è statico: la natura della tecnologia è in continua evoluzione e l’innovazione cambia nel tempo i paradigmi. - ha scritto Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale nel suo post di Medium - Stiamo introducendo una modalità di partecipazione completamente nuova, certi che per raggiungere l’obiettivo della trasformazione digitale dei servizi della Pubblica Amministrazione si debba agire in maniera collaborativa».

Cittadino (digitale) al centro
La Strategia per la crescita digitale evidenzia la necessità di un radicale ripensamento della strategia di progettazione, gestione ed erogazione dei servizi pubblici in rete che preveda, tra l’altro, l’adozione delle architetture a più livelli (multi-layer architecture) e dei principi che hanno determinato l’affermazione del modello di business della cosiddetta API economy. Il modello strategico è stato quindi pensato per superare l’approccio a «silos» storicamente adottato dalla Pubblica amministrazione e per favorire la realizzazione di un vero e proprio sistema informativo della Pubblica amministrazione che consideri, in primo luogo, le esigenze dei cittadini e delle imprese come punto di partenza per l’individuazione e la realizzazione di servizi digitali moderni e innovativi. L’obiettivo, inoltre, è quello di favorire la creazione di un nuovo mercato per quelle imprese private che saranno in grado di operare in maniera agile in un contesto non più basato su grossi progetti monolitici e isolati ma su servizi a valore aggiunto.