23 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Industra 4.0

A Torino le industrie non parlano ancora digitale

Secondo le analisi elaborate dall’indagine regionale di Unioncamere Piemonte (I trimestre 2016), solo il 6% delle industrie manifatturiere torinesi ha già implementato soluzioni integrate di Industria 4.0

A Torino le industrie non parlano ancora digitale
A Torino le industrie non parlano ancora digitale Shutterstock

TORINO - Cloud, e-commerce, analisi dei dati, strategie per la promozione digitale, pubblicità online, social network. Un mondo nel mondo e, nel caso delle imprese italiane, è forse meglio dire due mondi paralleli che viaggiano su binari equidistanti verso un punto che pare congiungersi molto lontanamente. Già, perché malgrado giornali, social network, televisione siano intrisi di digitale e tecnologia, le imprese italiane vedono queste ultime come straniere nel loro territorio. «Industria 4.0? No, non ne ho mai sentito parlare e non mi interessa».

Ancora troppe imprese senza digitale
Lo sanno, almeno, che cos’è l’Industria 4.0? E’ l’insieme dei processi e delle tecnologie digitali utilizzati in tutta la produzione, fino alla realizzazione di una filiera totalmente automatizzata e interconnessa. I dati che arrivano dal Piemonte, la regione più industriale del Paese, culla delle grandi fabbriche e della Fiat, parla di un ecosistema industriale ancora conservatore, tradizionalista, restio al cambiamento. Secondo le analisi elaborate  dal Settore Studi della Camera di commercio di Torino, sulla base dell’indagine regionale di Unioncamere Piemonte (I trimestre 2016), solo il 6% delle industrie manifatturiere torinesi ha già implementato soluzioni integrate di Industria 4.0, mentre per ben il 68% il tema non riveste interesse nelle politiche aziendali future. «Nonostante l’ampio dibattito in corso, i dati dimostrano quanto nessuno abbia ancora chiaro quali saranno gli impatti della rivoluzione Industry 4.0 nelle nostre imprese, nel nostro modo di lavorare e persino nella nostra società. Questa trasformazione, infatti, non è appannaggio solo dei grandi gruppi manifatturieri, ma di tutte le imprese e di tutti i settori. La recente riforma camerale e lo sforzo del Governo di definire una politica industriale nazionale, hanno chiesto alle Camere di commercio di occuparsi ancora di più del mondo digitale ed è per questo che abbiamo organizzato questa importante giornata - spiega il Presidente Vincenzo Ilotte -. La nostra volontà è, infatti, quella di affiancare alle consolidate attività di «alfabetizzazione» delle nostre imprese un lavoro più strutturato che abbiamo già avviato con la Regione Piemonte e che vorremmo estendere agli altri stakeholder del territorio, proprio per fare squadra e rispettare le volontà del nostro Governo».

Digitalizzare la produzione
Ma le aziende torinesi quanto percepiscono l’utilità di questi processi e dove li inseriscono all’interno della propria filiera produttiva? Sempre secondo l’indagine suddetta l’81,9% delle imprese torinesi interessate a Industria 4.0 prevede la sua implementazione nell’ambito della produzione, mentre il 64% indica anche i processi di vendita e il 62,3% la logistica e la gestione del magazzino. Più della metà delle aziende non prevede alcuna applicazione in ambiti come amministrazione o assistenza post vendita. I trend sono positivi a livello nazionale, soprattutto per ciò che attiene alla digitalizzazione dei processi di vendita, laddove nel 2016 l'export digitale (la vendita di beni ai consumatori attraverso e-commerce all'estero) ha avuto una crescita del 24%, raggiungendo i 7,5 miliardi. Eppure siamo ancora in alto mare: il 45,5% delle imprese esporta meno del 10% del fatturato, solo il 10,3% esporta almeno il 75%.

Cosa succederà nei prossimi 5 anni
Ma cosa accadrà domani, nel futuro prossimo dove - una cosa è certa - non potremo rimanere schiacciati dalla digitalizzazione senza sfruttarla. Anche perché, come detto da Marco Gay, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, l’Industria 4.0, nei prossimi 3 anni varrà ben 4 punti del Pil. «L’industria 4.0 è l’unica opzione possibile. Vale 4 punti di Pil nei prossimi tre anni il che significa 110 miliardi di ricavi per le imprese nei prossimi 5 anni. Ricavi che arrivano fino ai 300 miliardi contando anche le realtà di sharing economy», ha detto Marco Gay. Di fatto, nei prossimi 5 anni quasi la metà delle imprese prevede un miglioramento della qualità dei prodotti; gli altri impatti previsti sono il cambiamento del modello di business (il 43%), vantaggi economici (38,7%) e un incremento delle attività di sviluppo e ricerca (il 24,5%). Tra gli ostacoli allo sviluppo dell’industria 4.0, le imprese torinesi indicano le risorse scarse (il 58,2% dei rispondenti), gli investimenti insufficienti (il 38,3%), la mancanza di know-how (37,6%) e l’inefficienza del collegamento internet a banda larga (26,6%).

Eccellenze in digitale
Per favorire la ripresa del settore e indirizzarlo vero la strada della digitalizzazione la Camera di Torino ha lanciato la nuova edizione di Eccellenze in digitale, progetto promosso da Google in collaborazione con Unioncamere nazionale per favorire la formazione delle imprese del territorio. Da aprile a settembre 2017 saranno 9 i seminari formativi teorici e pratici, del tutto gratuiti, che permetteranno a 100 aziende volenterose nell'intraprendere una trasformazione digitale del loro business di conoscere le migliori strategie per essere online. Per informazioni visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.