23 agosto 2019
Aggiornato 02:00
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Take My Things, la startup che usa la rete per trasportare i pacchi

Take my Thing è un social transport, in perfetto stile sharing economy. Mette in contatto attraverso una app, chi deve trasportare un pacco e chi è disposto a farlo

TORINO - A chi non è mai capitato di lasciare a casa un documento importante, di dimenticare le chiavi, di non poter recapitare un pacco quando ce ne sarebbe stato bisogno? Perchè non far fare alla rete? E’ ciò a cui hanno pensato Guido Balbis e Francesco Demichelis, di Saluzzo, una piccola cittadina in provincia di Cuneo, che hanno fondato Take My Things, startup innovativa che mette in contatto, attraverso una app, chi deve trasportare un pacco e chi è disposto a farlo.

Farsi aiutare dalla rete
L’idea nasce nel 2015 quando Francesco, uno dei due soci fondatori, dimentica a Saluzzo le chiavi della casa al mare e, non trovando una soluzione, è costretto a rifarsi 150 chilometri per tornare nella propria abitazione a riprendersele. In quel momento si accende una lampadina: perchè non utilizzare la rete per trovare qualcuno disposto a trasportare ciò di cui abbiamo bisogno? Take My Things è nata nel febbraio 2015 ed è stata lanciata ufficialmente a gennaio 2016 e in pochi mesi ha già fatto viaggiare oltre 1.000 pacchi. Dopo la fase di test su Torino, oggi la startup si sta espandendo a due cifre su tutto il territorio nazionale.

Come funziona l’app
Di fatto Take my Thing è un social transport, in perfetto stile sharing economy. Scaricare la app è gratuito, iscriversi semplice e facile. Basta inserire l’oggetto, l’indirizzo di presa e di consegna, la data e l’ora massima per la consegna, la cifra che si è disposti a pagare. Fatto questo Thake My Things incrocia i dati inseriti creando una rete in grado di soddisfare le esigenze di trasporto 24 ore su 24. E gli utenti la usano per trasportare di tutto. C’è Francesca, che aveva dimenticato il passaporto a casa e se lo è fatto recapitare all’ultimo minuto. Ci sono Chiara, che abita a Milano ed è lontana da casa, e Giacomo, che fa il pendolare e ogni mese le porta un pacco della mamma. E poi ci sono i negozi, che devono consegnare gli acquisti ai clienti ma non hanno il fattorino, gli uffici, che non hanno nessuno che possa portare quella busta.

Con un occhio al green
Guardandola da un altro punto di vista Take My Things è un’opportunità di business. Semplice e remunerativo. Perfetto per chi sta ancora studiando e vuole arrotondare con un piccolo lavoretto ma ancor di più per tutti quelli che non hanno un lavoro fisso e possono provare a guadagnare qualcosa. La transazione è lineare, l’accordo avviene in fase di match. L’offerta è chiara ed è il trasportatore a decidere se accettarla. Inoltre Take My Things è green, perché consente di ottimizzare gli spostamenti e di fare del peer-to-peer un’opportunità ecofriendly.