12 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
il 30 e 31 marzo

Sharing Italy, il festival di Intesa Sanpaolo su impresa e innovazione

L'evento si svolgerà a Torino il 30 e 31 marzo 2017. Un'occasione per confrontarsi sulle eccellenze italiane e per dare il la a uno scatto in avanti sulla strada della modernizzazione dell'ossatura imprenditoriale nostrana

MILANO - Imprenditori e pensatori, insieme per immaginare il futuro economico del nostro Paese. Intesa Sanpaolo ha presentato a Milano l'evento che si terrà nel grattacielo della banca a Torino il 30 e 31 marzo prossimo: "Sharing Italy", occasione per confrontarsi sulle eccellenze italiane e per dare il la a uno scatto in avanti sulla strada della modernizzazione dell'ossatura imprenditoriale nostrana. Oltre al credito, quindi, Intesa Sanpaolo prova a erogare anche cultura.

«Ne abbiamo bisogno, in particolare cultura finanziaria, cultura d'impresa, cultura più nuova: digital e internazionalizzazione - ha detto il responsabile della divisione Banca dei Territori del gruppo, Stefano Barrese -. La banca lo può fare, abbiamo un'eccellenza in questo che si chiama Intesa Formazione. Abbiamo già avuto oltre un migliaio di aziende che hanno utilizzato questo servizio con soddisfazione e rappresenta un ulteriore elemento su cui la banca si impegna, sapendo quanto questo sia fondamentale».

Sharing Italy a Torino
Al centro della due giorni torinese - anticipata dalla presenza a Milano di alcuni testimonial come l'imprenditrice vitivinicola Marilisa Allegrini, il filosofo Franco Bolelli e il ceo di Talent Garden Davide Dattoli - sei parole chiave, che rappresentano anche sei azioni: esplorare, sperimentare, capire, comunicare, cercare e valorizzare. Il direttore Relazioni esterne di Intesa Sanpaolo Vittorio Meloni.

L’espressione del Made in Italy
Alcuni dati ci aiutano a comprendere la forza e la capacità competitiva insita nell’economia del Paese, che devono essere capitalizzate e trovare nuovi stimoli. Il brand Made in Italy nel 2015 valeva 414 miliardi di euro e le imprese italiane hanno dato un contributo all’export europeo dell’11,1%, di cui 397 miliardi di euro riferiti ai soli prodotti manifatturieri. Secondo un’indagine Ipsos, ancora inedita, la maggioranza delle imprese intervistate sente il cambiamento ed è consapevole che per migliorare deve investire in formazione professionale e innovazione. Tuttavia, la maggior parte ha una conoscenza del tutto superficiale dell’industria 4.0 e non ne coglie i benefici, solo una su quattro ha fatto investimenti nel digitale e solo una su cinque ha cambiato in maniera significativa il suo modo di operare. L'evento torinese coinvolgerà 150 imprese di ogni regione, espressione del Made in Italy, con l'intento di cambiare quel trend che vede ancora solo una azienda su quattro investire nel digitale e ancora meno cambiare il proprio modo di operare a fronte delle nuove tecnologie. Partendo però dal mettere in luce quante storie di successo già si possono incontrare nel nostro Paese.

«Secondo me - ha aggiunto Barrese - va riscoperta la comprensione di quello che oggi l'Italia può esprimere come eccellenza d'impresa. Molto spesso non si conoscono, ebbene, quando sono evidenti, vanno rese note, perché sono uno stimolo fondamentale sia per gli imprenditori in essere, ma anche per i nuovi imprenditori». Dal grattacielo di Renzo Piano, quindi, lo stimolo che Intesa Sanpaolo vuole lanciare è quello di un ritrovato slancio per la media e piccola imprenditoria italiana, finalmente in grado di competere con le sfide del futuro.