15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
made in italy

Chi è Valerio Pagliarino, lo scienziato italiano di 16 anni premiato dall'UE

Valerio Pagliarino è originario di Castelnuovo Calcea, un piccolo paese dell’astigiano. Ha inventato un dispositivo per internet ultra veloce che funziona grazie al laser

NIZZA MONFERRATO - Pensate a un fascio di luce capace di trasmettere dati (la cosiddetta fibra ottica) e ipotizzate quindi che gli stessi dati possano essere trasmessi non da un fascio di luce, ma da un laser. Semplice no? Sicuramente molto più facile commentare un’invenzione che avercela di sana pianta. Come ce l’ha avuta il nostro connazionale Valerio Pagliarino, 16 anni, studente del liceo scientifico Pellati di Nizza Monferrato con una media superiore al «9» e residente a Castelnuovo Calcea, un piccolo paese dell’astigiano. La sua invenzione si è aggiudicata il  il primo premio del Concorso giovani scienziati per il suo progetto «LaserWan: connessione a banda ultralarga laser».

Uno scienziato italiano di 16 anni
Sarà che l’estensione della banda larga nel nostro Paese è un po’ un’utopia, sarà la passione, sarà che forse geni si nasce e non si diventa. Bene, Valerio ha avuto un’illuminazione e l’ha realizzata. Ha creato un dispositivo comprandosi un po’ di componenti su internet e recuperandone una minima parte da apparecchi che aveva in casa e in questo modo è riuscito a trasmettere un intero film in streaming. Poi ha brevettato la sua invenzione, che in futuro potrebbe portare internet veloce anche nei luoghi più remoti. E pensate che tutto questo è stato realizzato da un ragazzo italiano di soli 16 anni.

Superare il digital divide
L’obiettivo, chiaramente, è quello di portare Internet nei paesi in via di sviluppo, superare il digital divide e arrivare a una velocità di navigazione pari a 500 mega. La connessione internet viene convogliata sulle linee elettriche, utilizzando raggi laser, al fine di sostituire la fibra ottica. Il progetto prevede l’installazione di ricetrasmettitori sui piloni dell’alta tensione, quindi sui vettori dell’energia elettrica già esistenti. Una via alternativa alla fibra ottica, senza la necessità inoltre di fare scavi.

Il valore dell’Italia
In questo caso è bene sottolinearlo: i geni ci sono anche qui nel nostro Paese e non solo all’estero. La vera sfida è, chiaramente, riuscire a sostenerli e impedire che se ne vadano. Anche perché molti di loro non vorrebbero farlo, proprio come Valerio che, in un’intervista a Repubblica, afferma di amare follemente il suo Paese e di avere buone intenzioni di rimanere in Italia «Non sono così scoraggiato sul fatto che si possa fare scienza in Italia. Finora la vita mi ha trattato bene, ho avuto l’opportunità di partecipare a questi concorsi e di esprimermi. Quindi, ora come ora, posso dirlo in modo abbastanza convinto: l’Italia mi piace».