27 settembre 2022
Aggiornato 00:00
le nuove competenze digitali

I manger usano i social per accrescere il business, ma non sanno nulla di big data

I manager europei usano i social network per accrescere il loro business, ma non sanno nulla sui big data. Emerge la necessità di attività di formazione per colmare il gap digitale di competenze

Le compente digitali
Le compente digitali Foto: Shutterstock

ROMA - Cosa serve alle aziende di oggi per elevarsi nel marasma della competizione più spinta con l’avanzamento esponenziale delle nuove tecnologie e un divario sempre più crescente tra posti di lavoro vacanti e professionisti che abbiano ampie competenze digitali? La risposta arriva dalla ricerca sui manager del progetto Le@d 3.0 Academy, condotta da Fondazione Istud con la collaborazione di multinazionali, università, business school, corporate universities (scuole di formazione interne alle aziende), network di formazione, piccole e medie imprese europee. Finanziata dal programma Erasmus Plus della Commissione europea, tra luglio e dicembre 2015 ha coinvolto 421 manager (52% uomini e 48% donne) di tutte le funzioni aziendali di Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia, Portogallo.

Il business viene gestito con i social netowork
Cambiamento, social network, big data. Urgono nuove competenze e nuove figure. Sì, ma quali? E, soprattutto, come stiamo messi a digitalizzazione? Bene, secondo la ricerca, prevale l’uso dei social network e questo perché, principalmente, nessuno sa bene cosa siano i big data e come utilizzarli. Un manager su 3, infatti, non li utilizza per accrescere il proprio business, mentre più di un 30% dichiara di essere perfettamente consapevole del gap di competenza nella gestione dei propri network interni ed esterni attraverso i canali digitali. Più sicuri sui social network. il 60% degli intervistati dice di essere in grado di usare social media e social network in maniera efficace per accrescere il proprio business.

Le competenze richieste
Se da una parte ci sono delle lacune professionali, sono proprio queste competenze che risultano necessarie ad aziende e startup per scalare la montagna di competitor sul mercato. Secondo la ricerca, sono 6 le professioni strategiche che andrebbero potenziate, con relative competenze digitali di base, quelle di e-communication (comunicazione digitale), di e-teamworking (lavoro di squadra digitale), di e-entrepreneurship (managerialità digitale), di e-innovation (innovazione digitale), di e-reputation (reputazione digitale) e di e-lifelong-learning (apprendimento permanente digitale). Il vero valore dell’azienda, con l’avanzare della tecnologia, però, sta nella fiducia, quella che la stessa società è capace di esprimere ai propri clienti. Fiducia che un tempo aspettava all’ufficio marketing, ma che oggi coinvolge tutto il team. La ricerca mette in luce come il 37% dei manager manifesti un gap di competenze in questa area e il 22% di questi esprima un bisogno di formazione nell’area dell’e-trust.

I limiti alla creazione di una Silicon Valley europea
Le lacune, però, restano ampie quando parliamo di big data, un settore ancora buio per molti e soprattutto, che resta indecifrabile. I manager stanno capendo che le informazioni ricavate dai big data possono accrescere il loro business, ma non sanno utilizzarli nella pratica. Secondo la ricerca il 12% avverte la necessità di attività formative per l’uso dei big data nella presa di decisioni. In linea di massima la ricerca evidenzia come, ai vertici delle aziende, si inizi a percepire la necessità di una formazione più ampia verso gli strumenti digitali, ma sono ancora pochi i manager che si attrezzano veramente per colmare i gap tecnologici. E, forse, sempre secondo la ricerca, è questo l’unico grande limite europeo al nascere di grandi poli di innovazione che possano ricalcare le orme della Silicon Valley.