11 luglio 2020
Aggiornato 02:30
imprenditoria

Crescono le imprese, il 40% ha sede nel Mezzogiorno

Crescono le imprese: circa il 40% ha sede nel Mezzogiorno. Il tasso di crescita complessivo delle regioni del Mezzogiorno si attesta infatti a +0,73%, in crescita rispetto agli ultimi due anni

Crescono le imprese, il 40% ha sede nel Mezzogiorno
Crescono le imprese, il 40% ha sede nel Mezzogiorno Shutterstock

ROMA – Segnali di vitalità in arrivo dal sistema imprenditoriale del Mezzogiorno nel secondo trimestre dell’anno. Tra aprile e giugno il Registro delle imprese delle Camere di commercio ha fatto registrare un incremento di 38mila unità, di cui 14.500 (il 38,1%) residenti al Sud. Un risultato che evidenzia la crescente partecipazione dell’imprenditoria del Mezzogiorno al saldo nazionale negli ultimi anni: dal 2008 ad oggi, infatti, la quota del saldo nazionale delle aziende del Sud è passata dal 29% al 38,1% del secondo trimestre di quest’anno. Questi i dati salienti sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre dell’anno diffusi oggi da Unioncamere – InfoCamere.

Mezzogiorno più dinamico del resto d’Italia
Anche al livello percentuale, il Sud si dimostra più dinamico del resto del Paese. Il tasso di crescita complessivo delle regioni del Mezzogiorno si attesta infatti a +0,73%, in crescita rispetto agli ultimi due anni, contro lo 0,63% della media nazionale, un valore che ricalca esattamente quello registrato nello stesso periodo del 2015. «Gli italiani continuano a credere nell’impresa – commenta il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - e questo ci spinge a continuare a lavorare per rendere sempre più semplice, rapida e diffusa la scelta di creare un’attività. Anche i nostri dati, dopo quelli di ISTAT e Banca d'Italia, indicano segnali di vitalità' da parte del Mezzogiorno. Queste energie vanno valorizzate, promosse e sostenute costruendo un ambiente favorevole per chi vuol fare impresa in Italia».

Crescita nel Sud e Isole
Crescita nel Sud e Isole (Credits photo courtesy of InfoCamere)

Le imprese del Mezzogiorno
Alla fine di giugno, le imprese iscritte al Registro delle imprese delle Camere di commercio ammontavano a 6.070.045 unità, delle quali 2.006.106 (esattamente un terzo del totale) localizzate nella circoscrizione Sud e Isole. Al netto del Mezzogiorno che migliora la performance rispetto al 2015, tutte le restanti macro-aree geografiche evidenziano una stabilità (Nord-Ovest) o un leggero indebolimento del tasso di crescita trimestrale, se confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il settore che, in termini assoluti, ha registrato il saldo più consistente è stato il Commercio (+8.924 imprese nel trimestre), seguito dalle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+6.052), agricoltura (+5.007), costruzioni (+3.055) e servizi alle imprese (+3.008).

Cosa cambia nel processo occupazionale
Guardando al bilancio settoriale di imprese e occupazione dipendente negli ultimi cinque anni, i dati mostrano una mappa dell’economia italiana in forte trasformazione. Tra fine giugno 2011 e fine giugno 2016, i settori che hanno visto crescere di più il numero delle imprese sono l’alloggio e ristorazione, i servizi alle imprese e le attività professionali, scientifiche e tecniche (complessivamente +85mila nel quinquennio). Quelli in cui si è rilevata una contrazione più sensibile sono l’agricoltura, le costruzioni e l’industria manifatturiera (in totale 195mila in meno). In questo processo, il Sud gioca un ruolo importante in diversi settori, in qualche caso anche in forte controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Nella mappa delle imprese, ad esempio, con quasi 8mila imprese in più il Sud da solo ha «tenuto» in equilibrio l’intero settore del commercio negli ultimi cinque anni. Così come è stato determinante con le 4mila imprese in più nelle attività immobiliari (esattamente i tre quarti di tutta la crescita del periodo) e con le 2.500 in più nella sanità e assistenza sociale (il 42% del saldo complessivo nei cinque anni considerati).

Il ruolo dell’innovazione
Un ruolo importante lo gioca soprattutto il campo dell’innovazione imprenditoriale con nuovi hub che stanno piano piano nascendo anche nel Mezzogiorno. Esempio lampante l’apertura dell’incubatore di Digital Magics a Palermo che sta assumendo un ruolo sempre più importante per la creazione e lo sviluppo di una cultura imprenditoriale innovativa. «Crediamo molto nello sviluppo del territorio - ci racconta Alessandro Arnetta, CEO di Digital Magics Palermo e di Factory Accademia -. E’ dura, ma anche qui in Sicilia ci sono tante belle idee che stiamo cercando di valorizzare e portare alle luce. I nostri giovani sono creativi e innovativi, ma hanno bisogno di molta formazione. E’ questo il nostro principale obiettivo: favorire e accrescere quella cultura imprenditoriale innovativa molto spesso latente anche nelle aziende radicate sul territorio». In poche parole, Open Innovation. Come? Creando un canale privilegiato in modo tale che le startup possano trovare il proprio mercato all’interno dello stesso territorio siciliano, nelle piccole e grandi aziende della Regione.