3 dicembre 2020
Aggiornato 08:30
analisi

Perché l'innovazione passa dai Big Data

Nuove strategie di business con i Big Data, ma non solo. L'analisi delle informazioni potrà garantire la risoluzione di molteplici esigenze in tutto il mondo

ROMA - Gran parte dell’innovazione aziendale oggi si basa sui Big Data, un concetto che a volte ci appare fin troppo generico, ma che ha - all’interno dei nuovi contesti tecnologici - un valore fondamentale. Ma cosa sono questi Big Data?

Cosa sono i Big Data
Con il termine Big Data s’intende l’analisi di grandi quantità di informazioni, ovvero ciò che effettivamente si è in grado di fare avendo a disposizione una mole indefinita di informazioni. E stiamo parlando di una mole di informazioni sempre più crescente, un flusso che negli ultimi due anni ha superato l’ordine dei Zettabyte, segnando un vero e proprio record per l’umana civiltà. «Al giorno d’oggi - ci spiega Marco Liberati di Cambridge Intelligence - riceviamo più dati di quelli che riusciamo a processare e comunicare. Le nuove sfide a livello di Big Data sono proprio queste: trovare nuovi modelli per trasformare queste informazioni a seconda dell’uso che ne vogliamo fare, ad esempio istruendo la macchina affinchè sia in grado di capire le informazioni e in grado di trasformarle al posto nostro». In parte questo è risolto dagli algoritmi che riescono a processare ed elaborare nell’arco di poche ore la stessa quantità di dati che un tempo poteva essere analizzata da uno scienziato in più giorni di studio.

L’innovazione grazie ai Big Data
Oggi l’analisi dei Big Data può costituire una vera e propria strategia di business, soprattutto in termini di comportamento dei propri clienti. Pensate, ad esempio, a una compagnia come eBay: il colosso, si serve dei Big Data per approfondire il comportamento dei suoi utenti quando navigano sulla piattaforma. In questo modo è in grado di migliorare l’esperienza utente, capire cosa preferiscono e focalizzare le offerte su settori piuttosto che altri. «Grazie all’analisi dei Big Data - continua Marco - siamo in grado di poter effettuare delle scelte e compiere nuove azioni e conseguentemente innovare i nostri modelli di business sulla base di queste informazioni. I Big Data ci permettono, inoltre, di prendere decisioni più velocemente rispetto a quanto facevamo un tempo».

L’applicazione dei Big Data
I Big Data non si applicano solo ai settori digitali e delle nuove tecnologie: tutta la società ne è inesorabilmente coinvolta. L’analisi delle informazioni, infatti, ci aiuta ad accelerare le diagnosi mediche, a individuare il sito perfetto per installare un parco eolico, a migliorare le performance energetiche di uno stato, a evitare gli imbottigliamenti nel traffico, a prevedere i raccolti agricoli, a studiare gli avversari nello sport fino a prevedere i disastri ambientali. La Data Driven Innovation non è un fenomeno del momento, ma un percorso di innovazione profondo che genera reali benefici. «Gli obiettivi futuri - conclude Marco - sono quelli di trovare sempre più strategie per salvare e processare queste informazioni in modo tale da garantire il maggior beneficio possibile per tutti i cittadini. Si tratta di un argomento globale: forse Paesi come l’Inghilterra hanno cominciato un po’ prima a rilasciare i cosiddetti ‘open data’ e a lavorarci su. Ma già oggi tutto il mondo ha bisogno di approcciarsi a queste strategie innovative per risolvere i propri problemi».