20 luglio 2019
Aggiornato 03:00
in francia è reato

Spreco alimentare, parte Family Bag per portare a casa il cibo dal ristorante

In Italia vengono gettati nella pattumiera generi alimetari ancora commestibili pari a 8,4 miliardi di euro. In Francia sprecare il cibo è diventato un reato dallo scorso 3 febbraio, con l'approvazione della legge relativa

PADOVA - Contenitori innovativi per portare a casa dal ristorante ciò che si è avanzato nel piatto. E’ il progetto Family Bag partito nella sua fase pilota in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare e promosso dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Unioncamere Veneto e il Sistema Conai-Consorzi di Filiera, che si propone di rivoluzionare le abitudini degli italiani al ristorante minimizzando gli sprechi alimentari.

Family Bag al ristorante
Presso il circuito di ristoratori aderenti, sarà infatti possibile richiedere una Family Bag per trasportare le pietanze avanzate, adottando un comportamento anti-spreco e, allo stesso tempo, ricevendo un contenitore dall’estetica curata realizzato nei diversi materiali di imballaggio – acciaio, alluminio, carta, legno e plastica. Da oggi i consumatori potranno quindi comportarsi in maniera virtuosa, gustandosi anche a casa la cucina del ristorante. Perché non sprecare sia il nuovo stile di vita degli italiani. «Mi sono impegnata personalmente per avviare questo progetto, che rappresenta un passaggio culturalmente importante per tutti gli italiani - ha sottolineato Barbara Degani, Sottosegretario Ministero dell’Ambiente -. Family Bag rappresenta l’upgrade delle doggy bag, affrancando attraverso contenitori di design e dall’estetica curata questo concetto dal ghetto del nostro immaginario e dal pudore di richiederlo a fine pasto. Perché non sprecare deve essere il nuovo stile di vita, e richiedere una Family Bag significa comportarsi in maniera virtuosa. Ora sarà finalmente possibile farlo».

Family Bag contro lo spreco alimentare
Family Bag prende spunto dall’esperienza di Expo Milano 2015 e dall’enciclica di Papa Francesco, che auspica il miglioramento del nostro rapporto con l’ambiente, e contribuirà al contenimento dei costi ambientali associati allo spreco alimentare, quantificati in 250.000 miliardi di litri d’acqua, nell’utilizzo di 1,4 miliardi di ettari di terra coltivabile e nell’emissione in atmosfera di 3,3 miliardi di tonnellate di CO2. La prima fase di questo progetto ha visto l’individuazione di 100 ristoranti da parte di Unioncamere Veneto, a cui il Sistema Conai-Consorzi di Filiera ha provveduto a recapitare le Family Bag realizzate con i diversi materiali di imballaggio. Dalla plastica (Corepla) all’alluminio (Cial), dalla carta (Comieco) al legno (Rilegno) e all’acciaio (Ricrea). Dopo l’avvio pilota in Veneto, il progetto sarà gradualmente esteso ad altri territori e regioni italiane.

L’innovazione contro lo spreco
Family Bag sarà sostenuto da una campagna informativa sui principali media locali radio e TV, in modo da far conoscere ai consumatori le opportunità e la virtuosità di questo progetto, e sensibilizzarli sulla possibilità di richiedere contenitori chic e di design per il trasporto del cibo avanzato nel circuito dei ristoranti aderenti. «Adottare comportamenti sostenibili nella vita di tutti i giorni per la riduzione dello spreco di risorse è fondamentale, e ciò coinvolge anche gli sprechi alimentari - ha dichiarato Roberto De Santis, Presidente di CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi -. CONAI è pronto a fare la sua parte incrementando le attività in tema di prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi e nella produzione di rifiuti, offrendo alle Istituzioni la massima collaborazione nella realizzazione di iniziative come questa, in linea con quella che è la nostra mission, ovvero l’avvio a riciclo degli  imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Un impegno che dal 1997 a oggi ha portato al recupero di 3 imballaggi su 4 di quelli immessi sul territorio nazionale e alla costruzione di un modello di economia circolare in grado di creare sviluppo e occupazione sul territorio».

Reato in Francia
Poco lontano da noi, proprio dietro le nostre Alpi, sprecare il cibo è un reato. Il 3 febbraio è, infatti, entrata in vigore la legge che regolamenta e punisce il «gaspillage alimentare», ovvero lo spreco di prodotti ancora commestibili. A fronte di quelli che in Italia sono 8,4 miliardi di euro di generi alimentari gettati senza ritegno nella pattumiera, la Francia mette le mani avanti e punta dritto ai supermercati, imponendo una lista di buoni comportamenti. Particolarmente interessante nella legge è l’obbligo a stipulare convenzioni con enti benefici per donare ciò che rimane invenduto negli scaffali del market. I supermercati saranno obbligati a distribuire alle organizzazioni caritatevoli il cibo prossimo alla data entro la quale è «preferibile» consumarlo. Se non sarà possibile, dovrà essere trasformato in mangime per gli animali o compost. Il rischio, in caso di violazione, è quello di incorrere in pesanti sanzioni economiche. In Italia, benché la legge di Stabilità abbia semplificato alcune procedure burocratiche per la donazione degli alimenti alle Onlus, la legge Spreco zero è ancora ferma in Parlamento.