24 maggio 2022
Aggiornato 09:00
La «Google Tax»

Il PD vuole tassare le multinazionali del web

Il Democratico Ernesto Carbone ha presentato un emendamento al ddl delega fiscale dove chiede che chiunque venda campagne pubblicitarie online «erogate in Italia debba avere una partita Iva italiana»

ROMA - Introdurre anche in Italia sistemi di tassazione delle imprese multinazionali del web, come ad esempio il motore di ricerca Google. E' quanto prevedono due emendamenti del Pd (primo firmatario Ernesto Carbone) al ddl delega fiscale depositati in commissione Finanze della Camera.

Una proposta di modifica ha chiesto di «prevedere l'introduzione anche in Italia, in linea con le migliori esperienze internazionali, di sistemi di tassazione delle imprese multinazionali basati su adeguati sistemi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale». L'altro emendamento ha stabilito che chiunque «venda campagne pubblicitarie online erogate sul territorio italiano debba avere una partita Iva italiana, ivi incluse le operazioni effettuate mediante i centri media e gli operatori terzi».
Il deputato del Pd, Marco Causi, ha spiegato che si tratta di una «sollecitazione» ad affrontare il problema della tassazione delle attività delle multinazionali in Italia con specifico riferimento a quelle che «tra globalizzazione e digitalizzazione sfuggono all'imposizione dei Paesi dove operano».

Le votazioni al testo ed agli oltre 200 emendamenti partiranno dalla settimana prossima.