6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Nuove regole

Internet, semplificato l'accesso ai siti istituzionali europei

L'obiettivo generale è rendere più semplice per oltre 100 milioni di cittadini dell'Ue il ricorso a servizi pubblici online, recita un comunicato, e questo in concreto vedrebbe come beneficiari della proposta odierna sarebbero gli 80 milioni di cittadini europei disabili e gli 87 milioni di cittadini europei di età superiore a 65 anni

BRUXELLES - Elementi di accessibilità uniformati per i siti internet istituzionali nei paesi dell'Unione europea necessari ad accedere a servizi pubblici fondamentali come sicurezza sociale, sanità, ricerca di un lavoro, rilascio di documenti e certificati e iscrizioni universitarie. Lo prescrivono dalla fine 2015 le nuove norme proposte oggi dalla Commisisone europea, in occasione della «Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità».

L'obiettivo generale è rendere più semplice per oltre 100 milioni di cittadini dell'Ue il ricorso a servizi pubblici online, recita un comunicato, e questo in concreto vedrebbe come beneficiari della proposta odierna sarebbero gli 80 milioni di cittadini europei disabili e gli 87 milioni di cittadini europei di età superiore a 65 anni.

Le persone affette da menomazioni visive potranno infatti ascoltare le descrizioni delle immagini utilizzando un lettore di schermo, si legge, i cittadini affetti da menomazioni uditive potranno leggere le didascalie dei file audio e tutti gli elementi di un sito internet potranno essere esplorati con tastiera e mouse.

Le nuove norme proposte chiarirebbero inoltre il significato di accessibilità del web (specifiche tecniche, metodo di valutazione, relazioni, verifica bottom-up) e incoraggerebbero le amministrazioni pubbliche ad applicare le norme in tutti i servizi, non limitandosi all'elenco obbligatorio.

Secondo la Commissione, una volta attuata la proposta odierna contribuirebbe a sviluppare un mercato europeo dell'accessibilità del web per un valore stimato a 2 miliardi di euro. Attualmente questo mercato realizza solo il 10 per cento del proprio potenziale; e le innovazioni generate dalla proposta miglioreranno l'utilizzo di internet per tutti gli utenti grazie a una maggiore funzionalità e ai minori costi per garantirla.

«Oggi tutti noi dipendiamo virtualmente dall'accesso a internet per affrontare i vari aspetti della vita quotidiana e abbiamo tutti diritto a un accesso su base equa ai servizi pubblici online», ha affermato la vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes. «La proposta potrà contribuire a concretizzare questo diritto, a creare migliori condizioni di mercato, più posti di lavoro e a ridurre i costi sostenuti dalle amministrazioni per rendere accessibili i propri siti».

Secondo Ioannis Vardakastanis, presidente del Forum europeo delle disabilità, le proposte della Commissione «potranno contribuire a garantire i diritti di cittadinanza e l'accesso diretto ai servizi pubblici a 80 milioni di cittadini disabili e rappresentano il primo passo verso l'eliminazione di tutti gli ostacoli che limitano l'accesso ai prodotti e ai servizi online nel mercato unico».

Quanto poi a una unica serie di norme in materia di accessibilità, secondo la Commissione consentirebbe agli operatori di offrire i propri prodotti e servizi in tutta l'Unione evitando difficoltà e costi di adattamento supplementari. La proposta di direttiva sarà ora inviata al Consiglio dei ministri dell'UE e al Parlamento europeo ai fini della sua adozione. Gli Stati membri dovrebbero adottare disposizioni legislative e regolamentari nazionali entro il 30 giugno 2014. Sono 21 gli Stati membri che già prevedono disposizioni legislative e regolamentari in materia di accessibilità del web, ma i progressi sono lenti.

Secondo l'esecutivo comunitario la situazione attuale dell'accessibilità del web negli enti pubblici è molto grave. Solo un terzo dei ben 761.000 siti internet degli enti pubblici europei è pienamente accessibile, sebbene siano disponibili soluzioni tecniche sviluppate anche con i finanziamenti dell'Ue per la ricerca negli ultimi 15 anni. Il concetto di accessibilità del web rimanda ai principi e alle tecniche cui attenersi nella costruzione di siti internet per rendere il contenuto di tali siti accessibile a tutti gli utenti, in particolare alle persone con disabilità.

La Commissione collaborerà con i governi, le imprese e le organizzazioni del settore, come il Forum europeo delle disabilità, per mettere a frutto gli impegni in atto e le spese nazionali già stanziate a favore dell'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, nonché per accelerare l'adozione e l'attuazione di queste norme fondamentali.

Ed è molto lunga la lista di tipi di siti internet che rientrano nell'ambito di applicazione della proposta Ue. Include le Imposte sul reddito: dichiarazione, notifica di accertamento; Servizi di ricerca lavoro da parte degli uffici di collocamento; Contributi di sicurezza sociale: indennità di disoccupazione, assegni familiari, spese mediche (rimborso o pagamento diretto), borse di studio; Documenti personali: passaporto o patente di guida; Immatricolazione di autoveicoli; Domanda di licenza edilizia; Denunce alla polizia, ad esempio in caso di furto; Servizi delle biblioteche pubbliche, ad esempio cataloghi e strumenti di ricerca; Domanda e rilascio di certificati di nascita o di matrimonio; Iscrizione a istituti di insegnamento di livello superiore o università; Avviso di trasferimento di residenza; Servizi sanitari: indicazioni interattive sulla disponibilità di servizi, servizi online per pazienti, prenotazioni.