21 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Scienza | Geologia

Possibile prevedere l'eruzione dei «supervulcani»

Ricerca francese: L'accumulo del magma invece provoca altri segni (deformazione della superficie, emissioni di gas) che in teoria potrebbero invece essere rilevati con anni di anticipo rispetto all'evento vulcanico

PARIGI - L'eruzione di alcuni dei più grandi vulcani del pianeta potrebbe essere prevista con decenni di anticipo, secondo quanto rivela una ricerca dell'università francese Blaise Pascal, pubblicata dalla rivista scientifica Nature.

L'accumulo di magma rilevabile con anni di anticipo - Le eruzioni dovrebbero essere infatti precedute da un relativamente veloce accumulo di magma nel sottosuolo, in grado di essere rilevato dalle moderne strumentazioni. I «supevulcani» - in grado di dare origine a eruzioni catastrofiche e con pesanti conseguenze sul clima dell'intero pianeta - possono rimanere in stato quiescente per centinaia di migliaia di anni: in precedenza l'unico indicatore era l'attività sismica, ma questa precede solo di qualche mese una possibile eruzione.
L'accumulo del magma invece provoca altri segni (deformazione della superficie, emissioni di gas) che in teoria potrebbero invece essere rilevati con anni di anticipo rispetto all'evento vulcanico.