16 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
100 Oasi del Wwf saranno aperte al pubblico

Il richiamo della foresta, domani aprono le oasi Wwf

Campagna per salvare tre boschi in Lombardia, Lazio e Puglia

ROMA - Domani domenica 22 maggio circa 100 Oasi del Wwf saranno aperte al pubblico in tutte le regioni italiane. Un vero mosaico di meraviglie naturali di cui oltre 40 costituite da boschi. L'occasione, in piena stagione primaverile e di migrazioni degli uccelli, è speciale per l'osservazione di animali rari e protetti, per partecipare a iniziative speciali e passare una giornata di relax insieme agli esperti del WWF.

Tra le tante iniziative quest'anno c'è il Tree Listening ovvero ascolto dei suoni di un albero, un'opera creata dall'artista - designer inglese Alex Metcalf, in Italia per la prima volta in assoluto. Sarà possibile immergersi nelle sonorità della vita di un albero, ascoltando in maniera amplificata i suoni prodotti durante le sue quotidiane attività al Cratere degli Astroni a Napoli.

Inoltre sarà possibile fruire dei laboratori di costruzione di maschere degli animali dell'oasi di Marmirolo in Emilia Romagna. Per gli sportivi c'è una minimaratona nell'oasi di Macchiagrande, nel Lazio che compie 25 anni. In Lombardia, a Vanzago, invece, si potrà conoscere e riciclare il sughero per salvare le sugherete. A Villa Paolina in Piemonte l'occasione di riconoscere gli alberi dalle foglie. La lavorazione della ceramica è proposta ai Calanchi di Atri in Abruzzo.

Costruire aquiloni a Le Cesine in Puglia, fare la ricotta sarda a Monte Arcosu. Proposta anche una escursione botanica alla scoperta del ginepro fenicio a Torre Salsa in Sicilia od una passeggiata in Toscana, lungo il nuovo «Sentiero Natura» a Orti Bottagone. E poi un incontro con le api e il miele al Bosco San Silvestro a Caserta.

In omaggio all'Anno delle Foreste il Wwf ha poi lanciato la grande raccolta fondi «Una nuova oasi per te» per tutelare e gestire a beneficio di tre boschi italiani di valore naturalistico: i Boschi di Marzagaglia in Puglia, dove querce rare, ulivi secolari, vigneti e masserie sono inframmezzati da strade e minacciati da tagli e pascoli; il bosco umido di Foce dell'Arrone, sul litorale laziale, sopravvissuto all'urbanizzazione devastante dell'area ed uno degli ultimi esempi di com'era un tempo la costa tirrenica e in Lombardia un'area prossima alla Riserva naturale di Valpredina, sulle Prealpi bergamasche.