15 ottobre 2021
Aggiornato 22:30

Greenpeace insegue una nave con sostanze tossiche nelle Bocche di Bonifacio

Gli attivisti sui gommoni hanno aperto uno striscione con la scritta “Stop ai carichi pericolosi”

Oggi gli attivisti di Greenpeace a bordo della nave «Arctic Sunrise» hanno inseguito un cargo con bandiera ombra, panamense, che transitava nelle Bocche di Bonifacio. Gli attivisti sui gommoni hanno aperto uno striscione con la scritta «Stop ai carichi pericolosi» per chiedere che questi trasporti siano vietati in quest’area sensibile tra Sardegna e Corsica.

Il cargo panamense «Hyundai Supreme» trasportava circa 560 tonnellate di sostanze pericolose di classe 8 (prodotti ammoniacali) e 9 (derivati da etanolo), le più elevate nella categoria dei trasporti navali a rischio stilata dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). La Hyundai Supreme ha regolarmente avvisato del suo passaggio, via radio, le Autorità francesi e italiane che non possono impedire il passaggio di navi con altre bandiere. A quel punto gli attivisti di Greenpeace hanno chiesto per radio alla Hyundai Supreme di confermare la natura del carico.

Dalla nave panamense non è arrivata nessuna risposta e dall’Arctic Sunrise sono stati lanciati due gommoni e un elicottero per andare incontro alla porta container con il suo carico pericoloso. La nave non ha mai rallentato la sua corsa e gli attivisti l’hanno scortata fino all’uscita delle Bocche di Bonifacio.

«Dalle Bocche di Bonifacio passano ogni anno almeno 300 navi come questa» dichiara Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. «Non è questione di se, ma di quando ci sarà il prossimo incidente. Continuare a fare finta di niente è una follia!».

Greenpeace ha già scritto ai Ministeri dell’Ambiente di Francia e Italia per chiedere che siano riattivati i negoziati bilaterali per la messa a punto di una proposta che porti l’IMO a dichiarare le Bocche di Bonifacio «Area Marina Particolarmente Sensibile» per poter vietare a tutte le navi, e non solo a quelle italiane e francesi, il passaggio in una zona così sensibile e pericolosa per la navigazione. Ieri gli attivisti di Greenpeace sulle mura della cittadella di Bonifacio hanno aperto uno striscione con il messaggio «Proteggiamo le Bocche di Bonifacio». Greenpeace attende che i ministri dell’Ambiente Borloo e Prestigiacomo facciano partire i negoziati per mettere al sicuro quest’area.

«Se già nel 1993 il rischio era considerato così elevato da portare al divieto di passaggio per le navi italiane e francesi, è incredibile che oggi da qui possono passare navi con bandiera ombra!» conclude Giannì.