20 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Dopo le accuse da parte dell'ex direttore dell'Fbi licenziato

Usa, Trump risponde a Comey: siamo sotto assedio ma combatteremo

Dopo la lunga testimonianza dell'ex direttore dell'Fbi, James Comey, davanti alla commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti, la risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere

ROMA - Dopo la lunga testimonianza dell'ex direttore dell'Fbi, James Comey, davanti alla commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti, la risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere. Nella sua prima apparizione dal licenziamento, un mese fa, Comey, ha detto che il presidente Trump «ha mentito» agli americani, ha «diffamato» lui e l'Fbi, sostenendo che «non ci sono dubbi» che la Russia abbia interferito nelle elezioni presidenziali statunitensi. E se Sarah Huckabee Sanders, la viceportavoce della Casa Bianca, ha replicato affermando che "il presidente non è un bugiardo", il suo legale personale Marc Kasowitz, ha aggiunto che Trump "non ha mai richiesto o suggerito" a Comey di fermare le indagini su qualcuno, nemmeno su Flynn e ha affermato: «Il presidente non ha mai detto a Comey: ho bisogno di lealtà, mi aspetto lealtà», come invece ha dichiarato l'ex direttore dell'Fbi. Anche Trump però ha voluto dire la sua, e parlando ai suoi sostenitori durante un evento organizzato da un gruppo di confessione evangelica, si è mostrato combattivo: «Siamo sotto assedio - ha detto - ma ne usciremo più grandi e più forti che mai». E ha ribadito: «Nulla che valga la pena fare è mai facile, ma sappiamo come combattere e mai e poi mai molleremo. Noi siamo dei vincenti, quindi combatteremo e vinceremo».