24 gennaio 2020
Aggiornato 05:00
La testimonianza di alcune persone che hanno vissuto la strage

Berlino, la strage raccontata dai presenti. Un pensiero a Nizza e Parigi

Ecco il racconto di alcuni presenti, il giorno dopo che un tir, partito dalla Lombardia, si è gettato sulla folla in un mercatino di Natale berlinese

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ROMA - Fiori, candele, preghiere. Il giorno dopo che un tir, immatricolato in Polonia e partito dalla Lombardia, si è gettato intenzionalmente sulla folla del mercatino di Natale di Charlottenburg a Berlino, turisti e residenti rendono omaggio alle vittime della strage. C'è chi - come ha chiesto la cancelliera tedesca Angela Merkel - non vuole vivere nella paura.

Véronique
«C'era tantissima gente, una situazione tranquilla, nessuna insicurezza; avevamo appena visitato un altro mercatino di Natale. Nessuna sensazione di insicurezza a Berlino, davvero, che si tratti di mezzi di trasporto o mercatini di Natale», spiega una turista francese, Véronique, che si trovava al mercatino poco prima dell'attentato. «E' come se fossimo scampati da qualcosa di grave e poi ci siamo detti 'siamo vivi', non bisogna vivere con la paura addosso, non bisogna trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma non si può nemmeno smettere di vivere».

Elisabeth
Visibilmente scossa la berlinese Elisabeth: «Vogliamo condividere questa tristezza con i nostri amici. Pensiamo anche a Parigi e Nizza e a tutta la gente che ha già attraversato tutto ciò. Li ho sempre ammirati, per come sono riusciti ad andare avanti».

Joyce
​​​​​​​Joyce, turista britannica, aggiunge: «Ci trovavamo sulla piazza e stavamo bevendo del vin brulé, quando ci siamo spostati. Erano passati 10 minuti, quando abbiamo sentito passare la polizia e le ambulanze e poco tempo dopo mia figlia mi ha telefonato dall'hotel per avvertirmi che si trattava di un attacco terroristico».